Fmi: ''la crisi costerà 4 miliardi di dollari''

Fmi: ''la crisi costerà 4 miliardi di dollari''

Fmi: ''la crisi costerà 4 miliardi di dollari''

Il Fondo Monetario Internazionale rivede nuovamente al rialzo il costo della crisi finanziaria: entro il 2010 le svalutazioni "potrebbero raggiungere i 4.000 miliardi di dollari, di cui due terzi facenti capo alle banche". "Il sistema finanziario globale - ha aggiunto l'Fmi - resta sotto un severo stress a fronte di una crisi che riguarda famiglie, aziende e banche sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti". "Il processo di deleveraging sarà lento e doloroso".

 

Ammonteranno a 2.700 miliardi di dollari le svalutazioni da parte delle banche americane rispetto ai 1.400 miliardi previsti nel precedente rapporto, mentre le perdite per gli istituti europei sono state riviste a 1.200 miliardi e 150 miliardi per le banche giapponesi. L'Fmi ha sottolineato che per "stabilizzare il sistema bancario e ridurre l'incertezza sono necessari 3 elementi: un ruolo più attivo dei supervisori nel determinare le istituzioni che possono sopravvivere e le appropriate azioni correttive necessarie a garantirne la sopravvivenza; trasparenza nei bilanci; e chiarezza da parte dei supervisori del tipo di capitale richiesto".

 

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Per effetto della crisi finanziaria, il debito pubblico italiano salirà nel 2010 al 121% con un incremento di 15 punti percentuali dal 106% del 2008 ha aggiunto L'Fmi che ha precisato che i costi finora sostenuti per la stabilizzazione finanziaria sono risultati pari allo 0,9% del pil. Tra i diversi paesi elencati, valori più elevati dell'Italia riguardano solo il Giappone, dove secondo l'Fmi il debito passerà dal 196 per cento del pil del 2008 al 227 per cento nel 2010.

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