Il vulcano Eyjafjollajokull costa agli aeroporti 1,7 miliardi di dollari

Il vulcano Eyjafjollajokull costa agli aeroporti 1,7 miliardi di dollari

Il vulcano Eyjafjollajokull costa agli aeroporti 1,7 miliardi di dollari

ROMA - Riprende gradualmente la situazione degli aeroporti europei dopo lo stop ai voli dei giorni scorsi causati alla nube di cenere emesse dall'eruzione del vulcano islandese Eyjafjollajokull. Una portavoce della Protezione Civile islandese ha spiegato che l'attività del vulcano ha perso l'80% della sua intensità da sabato. Secondo Eurocontrol attualmente è sicuro il 75% dei cieli europei. Gli aerei hanno ripreso a decollare in Germania, Finlandia, Norvegia e Danimarca.

 

Restano per ora chiusi gli scavi svedesi. Si consiglia a tutti i passeggeri di recarsi in aeroporto almeno un'ora prima per i voli nazionali e un'ora e mezza per quelli internazionali. Alitalia ha confermato di aver "ripreso regolarmente la propria attività verso tutte le destinazioni". Nel frattempo si continuano a valutare gli effetti degli stop sui bilanci delle compagnie aeree. Secondo l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) l'eruzione è costata ai vettori più di 1,7 miliardi di dollari (1,26 miliardi di euro) di mancati introiti in sei giorni.

 

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