Inflazione al 2,2%, mai cosi bassa dal '99

Inflazione al 2,2%, mai cosi bassa dal '99

ROMA - Il 2004 si chiude con un'inflazione media annua pari al 2,2%, contro il 2,7% registrato nel 2003. Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare e ricordando che si tratta del dato piu' basso dal 1999 (+1,7%).

La variazione media annua, spiegano i tecnici dell'Istat, puo' essere scomposta in due componenti: la prima, rappresentata dal trascinamento dal 2003 al 2004 e' pari allo 0,9% e rappresenta l'eredita' del 2003. La seconda, pari all'1,3% e' la variazione media registrata nel corso dell'anno.

Analogamente, l'eredita' inflazionistica lasciata dal 2004 al 2005 ammonta allo 0,7%, due decimi di punto percentuale inferiore a quella calcolata tra il 2003 e il 2004. In particolare 3 sono i capitoli che registrano quest'anno un trascinamento negativo: si tratta di alimentari, comunicazioni e sanita'. D'altra parte, tabacchi, trasporti e istruzione registrano invece un trascinamento positivo.

Tornando all'anno scorso, l'analisi delle dinamiche dei capitoli di spesa consente di individuare quelli la cui dinamica dei prezzi ha contribuito alla discesa dell'inflazione: il capitolo degli alimentari, per esempio, e' passato da un tasso di crescita del 3,1% nel 2003 al 2,2% nel 2004. Rallentamenti significativi hanno interessato anche abbigliamento e calzature, casa, comunicazioni e istruzione. Il capitolo degli alberghi e pubblici servizi e quello dei beni e servizi vari, pur registrando rallentamenti hanno mantenuto tassi di crescita dei prezzi superiori a quello medio. I servizi sanitari, la ricreazione e i mobili e gli articoli di arredamento hanno invece mantenuto un profilo inflazionistico moderato sia nel 2003 che nel 2004. I due capitoli che hanno mostrato dinamiche in controtendenza rispetto allo scenario disinflazionistico, invece, sono quelli relativi ai trasporti e alla bevande alcoliche e tabacchi: entrambi hanno fatto segnare, nel 2004 una crescita dei prezzi piu' intensa rispetto a quella dell'anno precedente e soprattutto nettamente superiore a quella media. Cio' si deve, in particolare, ai forti aumenti registrati nei prezzi dei carburanti e dei tabacchi.

La distinzione tra beni e servizi, infine, evidenzia come la disinflazione del 2004 sia imputabile soprattutto al rallentamento dei prezzi dei beni, la cui crescita e' passata dal 2,2% nel 2003 all'1,7% nel 2004. I prezzi dei servizi hanno invece mantenuto un tasso di crescita nettamente piu' elevato (+3,1%), e in linea con quelli sperimentati gli anni precedenti. All'interno dell'aggregato dei beni, nell'ambito dei prodotti alimentari, nel 2004 si e' piu' che dimezzato il tasso di crescita annuo dei prodotti non lavorati, mentre si e' ridotto solo di poco quello relativo agli alimentari lavorati. Tra i prodotti energetici (aumentati in media d'anno del 2,4%) emerge l'accelerazione della componente non regolamentata (dal 2,3% del 2003 al 5,8% del 2004).

Quest'ultimo dato, aggiunge l'Istat, e' stato per intero realizzato nel corso del 2004: l'inflazione propria dell'anno e' infatti pari al 7%, mentre l'eredita' del 2003 e' stata negativa per l'1,1%. Proprio per queste dinamiche accelerative, nel corso del 2004, il trascinamento inflazionistico al 2005 e' rilevante (+3,6%). La dinamica dei prezzi dei beni durevoli e' stata negativa e segue un biennio di crescita modesta dei prezzi, beneficiando degli effetti sia della tecnologia incorporata, sia delle pressioni concorrenziali indotte anche dall'elevato valore dell'euro.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -