Inflazione e conti pubblici, l'allarme della Bce

Inflazione e conti pubblici, l'allarme della Bce

Inflazione e conti pubblici, l'allarme della Bce

Oltre a petrolio e alimenti, la Bce segue con attenzione anche le fasi della contrattazione salariale e ''chiede che siano evitate forme di indicizzazione'' delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo, per evitare ''uno choc al rialzo sull'inflazione'', con ''ricadute negative sull'occupazione e sulla competitivita' nei paesi interessati''. E' quanto si legge nel bollettino mensile dell'istituto di Francoforte in cui si sottolinea che ''il Consiglio direttivo segue con particolare attenzione il processo di formazione dei prezzi e le trattative salariali all'interno dell'area dell'euro''.

 

La crescita dell'area euro rimane ''moderata'' e ''prevalgono rischi al ribasso'', spiega ancora l'istituto di Francoforte nel bollettino, sottolineando come i rischi maggiori sono legati ''all'effetto frenante su consumi e investimenti di ulteriori rincari imprevisti dei prodotti energetici e alimentari'', ma anche ''dal perdurare della crisi dei mutui e dal manifestarsi di possibili spinte protezionistiche.

 

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L'allarme della Banca centrale europea è un altro: ''Gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici rischiano di non essere raggiunti in diversi paesi dell'area dell'euro''. ''Inoltre -si legge nel rapporto- vi e' una maggiore probabilita' che i disavanzi si avvicinino o persino superino il valore di riferimento del 3 per cento del Pil''.

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