L'analisi del terzo trimestre 2015: crescita debole per i distretti industriali

I dati sul ricorso agli ammortizzatori sociali evidenziano, nei primi 11 mesi del 2015, un ridimensionamento complessivo delle ore autorizzate dei distretti della regione sebbene rimangano alcune situazioni di criticità.

Nel terzo trimestre del 2015 emerge un quadro ancora debole per l’export dei distretti dell’Emilia Romagna con una crescita solo lievemente positiva (+0,1%) che ha portato i livelli su valori di circa 2,9 miliardi di euro, comunque nuovo massimo storico. Sono questi i principali dati che emergono dal Monitor dei distretti industriali dell’Emilia Romagna curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. “Nel complesso, nei primi 9 mesi dell’anno le esportazioni distrettuali della regione hanno raggiunto 8.596 milioni di euro, - commenta Luca Severini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – in aumento dello 0,3% rispetto al corrispondente periodo del 2014.”

Emerge un’elevata dispersione tra settori e tra distretti all’interno dello stesso settore. Nella meccanica, alle performance positive dei distretti delle macchine per il legno di Rimini (+30,6%), della food machinery di Parma (+13,7%), dei ciclomotori di Bologna (+7,1%), e delle macchine per l’industria ceramica (+18,3% secondo i dati ACIMAC), si contrappongono i segnali negativi dei distretti delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-9%) e delle macchine utensili di Piacenza (-15,3%). Prosegue inoltre anche nel terzo trimestre il calo delle macchine per l’imballaggio di Bologna (-11,4%), dopo le brillanti performance degli anni precedenti, soffrendo in particolare in Indonesia. I distretti del sistema moda continuano a scontare le difficoltà sul mercato russo. Tutte e quattro le realtà chiudono in calo, condizionate significativamente dal crollo di vendite in Russia: l’abbigliamento di Rimini (-8,6%), la maglieria e abbigliamento di Carpi (-11,8%), le calzature di San Mauro Pascoli (-14%) e le calzature di Fusignano-Bagnacavallo (-11,3%).

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Segnali più confortanti nel sistema casa, dove sono in crescita sia il distretto delle piastrelle di Sassuolo (+8,8%), che quello dei mobili imbottiti di Forlì (+10,1%) grazie al traino del mercato statunitense. E’ migliorato anche il quadro per il settore alimentare: cinque distretti su sette chiudono il terzo trimestre in crescita. Bene l’ortofrutta romagnola (+9,8%) e i due distretti del lattiero-caseario di Parma (+8,3%) e di Reggio Emilia (+6,8%), l’alimentare di Parma (+18,3%), e i salumi di Parma (+12%), mentre si osserva un segno negativo per i salumi di Reggio Emilia (-17,1%) e di Modena (-8,9%). L’analisi per mercato di sbocco evidenzia una dinamica positiva per le esportazioni verso i mercati maturi (+4,6%), trainata dalle buone performance negli Stati Uniti, a fronte di un calo degli scambi verso i paesi emergenti (-7,4%), condizionato dalle difficoltà sul mercato russo e dal calo delle vendite in Indonesia, dopo il boom del 2014. Chiudono con una crescita delle esportazioni superiore alla dinamica nazionale i poli tecnologici regionali (15% versus +8,4%), trainati dal polo biomedicale di Mirandola (+31,8%) che è cresciuto su tutti i più importanti mercati, Francia e Germania in primis. Bene anche il polo ICT di Bologna e Modena (+7,6%) e il polo biomedicale di Bologna (+10,4%). I dati sul ricorso agli ammortizzatori sociali evidenziano, nei primi 11 mesi del 2015, un ridimensionamento complessivo delle ore autorizzate dei distretti della regione sebbene rimangano alcune situazioni di criticità.

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