Manovra, Berlusconi: ''Siamo tutti nella stessa barca''

Manovra, Berlusconi: ''Siamo tutti nella stessa barca''

Manovra, Berlusconi: ''Siamo tutti nella stessa barca''

ROMA - Silvio Berlusconi difende la finanziaria da 24 miliardi, spiegando che non si tratta della "tradizionale manovra di aggiustamento". "Ci troviamo davanti ad una crisi diversa dalle precedenti", ha spiegato il presidente del Consiglio, illustrando i contenuti della manovra correttiva per il 2010/11 insieme al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Per il Cavaliere la crisi "è stata provocata dalla speculazione", e per combatterla occorre ridurre spese e costi eccessivi.

 

"La manovra è chiesta dall'Europa, e i sacrifici richiesti sono indispensabili per difendere la nostra moneta - ha chiosato -. Difendere l'euro significa salvare il nostro Paese, la sfida è questa". Ma per il Cavaliere la colpa è anche del "governo della sinistra" che ha fatto una "riforma costituzionale dissennata che ha fatto esplodere i costi della sanità".  Berlusconi ha spiegato che la manovra rispetto agli altri paesi europei, "il nostro aggiustamento è minore, perchè abbiamo operato bene negli ultimi due anni".

 

"Lo scopo della manovra è portare il deficit-Pil "dall'attuale 5% al 2,7% nel 2012". "Con la manovra chiediamo un atto di responsabiità ai dipendenti pubblici - ha affermato il premier -. I loro redditi sono aumentati rispetto a quelli privati". "I dipendenti pubblici non rischiano di andare in cassa integrazione e sono tutelati dal posto pubblico. Ai dipendenti pubblici spettano una responsabilità particolare per risanare lo Stato", ha aggiunto.

 

Con la manovra, il Governo ha avviato "un forte contrasto all'evasione fiscale", aggiungendo che le risorse sottratte all'Erario ammontano a circa 120 miliardi l'anno. "Le pensioni sono tutelate e garantite. Non abbiamo fatto nessun intervento sull'entità delle pensioni - ha proseguito il capo dell'Esecutivo -. Chiediamo solo a chi si accinge ad andare in pensione di rimanere qualche mese in più".

 

Berlusconi ha poi spiegato che "con il federalismo fiscale potremo porre un rimedio ancora più efficace all'autentica diserzione fiscale, perché coinvolgeremo i Comuni nell'accertamento dei redditi". "Il contribuente ci penserà così due volte prima di fare una dichiarazione a un Comune dove tutti conoscono la sua qualità di vita", ha precisato. Berlusconi ha poi smentito le tensioni con Giulio Tremonti: "Non c'è mai stato nessuno scontro nel governo sulla manovra. Con Tremonti abbiamo lavorato gomito a gomito. Sui giornali c'è una realtà inventata".

 

Il Cavaliere si è anche rivolto agli enti locali, alle Regioni, ai Comuni chiedendo loro di ridurre "le spese meno produttive: siamo sicuri ce ne siano ancora tante. In cambio diamo i beni demaniali, in questo modo si avvia così anche il federalismo fiscale", ha specificato.

 

Il premier ha poi accusato "i governi della prima Repubblica e del governo della sinistra che ha fatto una riforma costituzionale del titolo V dissennata che ha fatto esplodere i costi della Sanità" per l'attuale situazione dei conti pubblici. Quindi ha assicurato: "L'Italia è in mani sicure, il governo è fatto da una squadra di persone responsabili. Ringrazio Giulio (Tremonti, ndr), il suo mestiere è tra i più difficili. Lui è costretto a dire una sfilza continuativa di no". Quindi ha ringraziato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "per la sua esortazione al senso di responsabilità e all'unità".

 

La manovra è un "intervento giusto tempestivo ed efficace. Fatto per il bene comune contenuto nel bilancio pubblico", ha dichiarato il ministro dell'Economia, Tremonti, spiegando che si tratta di "una cosa giusta fatta nel tempo giusto. In una parola abbiamo fatto il nostro dovere. Non c'erano alternative per tempi e contenuti". Quello della manovra è un "testo molto complesso, fatto di 54 articoli divisi su tre capi e che presentiamo in due parti una relativa alla competitività economica e una parte sulla sostenibilità finanziaria".

 

La manovra prevede la soppressione di 27 enti, ha annunciato il ministro Tremonti. L'ottimizzazione delle risorse, sottolinea, "è un primo passo in una direzione che dovremmo seguire". Quindi ha specificato che "a riduzione prevista per le regioni è consistente, non insostenibile".

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