Niente contributo al Fmi, la Gran Bretagna si sfila ancora

Il governo guidato dal premier David Cameron, infatti, dopo aver rinunciato a sottoscrivere i nuovi trattati decisi al super-summit dell'8-9 dicembre a Bruxelles, si sfila anche dal contributo da versare al Fondo Monetario

Ancora divisioni a livello europeo. E ancora una volta a smarcasi dalla visione comunitaria è la Gran Bretagna. Il governo guidato dal premier David Cameron, infatti, dopo aver rinunciato a sottoscrivere i nuovi trattati decisi al super-summit dell'8-9 dicembre a Bruxelles, si sfila anche dal contributo da versare al Fondo Monetario Internazionale per sostenere il fondo salva-Stati.

Si tratta di una misura necessaria per far fronte alla crisi del debito che riguarda tanti Paesi dell'Area Euro, di cui però l'Inghilterra non fa parte e dunque prosegue la propria azione di indebolimento della moneta unica a favore di una sterlina che certo fino ad oggi non se l'è passata meglio.

Così dei 200 miliardi necessari, i ministri dell'Eurogruppo sono riusciti a strappare il contributo di 13 Paesi per un importo di 150 miliardi. L'Italia con i suoi 23,48 miliardi sarà il terzo maggiore contribuente mettendo a disposizione il 15,66% dei 150 miliardi totali, dopo la Germania che metterà 41,5 miliardi (27,67% del totale) e Parigi con 31,4 (20,94% del totale).

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