Ocse, disoccupazione al massimo dal dopoguerra

Ocse, disoccupazione al massimo dal dopoguerra

Ocse, disoccupazione al massimo dal dopoguerra

ROMA - Il tasso di disoccupazione nell'area Ocse è salito fino al punto massimo del dopoguerra, l'8,7%, nel primo trimestre 2010, vale a dire 17 milioni di persone senza lavoro in più. E' quanto emerge dai dati dell'Employment outlook 2010 dell'Ocse presentato mercoledì a Parigi. La flessione è stata diversa dai vari Paesi membri. Complessivamente i disoccupati sono 47 milioni, ma coloro che sono a part-time e vorrebbero un impiego a tempo pieno sono circa 80 milioni.

 

In Italia il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'8,7%, vale a dire un incremento di due punti percentuali dall'inizio della crisi, inferiore alla crescita media degli alti paesi nello stesso periodo (2,8 punti percentuali). Inoltre la ripresa dell'attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo. Secondo le proiezioni Ocse la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011.


Nel documento si ribadisce anche come i salari italiani siano agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati. Nel 2008 si attestano in media a 31.462 euro (-0,1% rispetto al 2007), contro i 37.172 euro dei paesi Ocse (+0,1%) e i 37.677 dei paesi Ue (+0,5%). Dietro l'Italia solo Polonia (11.786 euro), Ungheria (12.462) Repubblica Ceca (13.613), Corea (20.838), Grecia (25.177) e Spagna (28.821). Nettamente meglio Stati Uniti (40.243 euro), Francia (39.241) e Germania (37.203).

 

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