Pensioni, ultimatum della Ue all'Italia: "Le donne lavorino fino a 65 anni"

Pensioni, ultimatum della Ue all'Italia: "Le donne lavorino fino a 65 anni"

Pensioni, ultimatum della Ue all'Italia: "Le donne lavorino fino a 65 anni"

ROMA - Se l'Italia non equiparerà immediatamente l'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia europea. E' l'ultimatum della Commissione Ue contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha inviato alle autorità italiane, chiedendo loro di adeguarsi al più presto alla sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava al Bel Paese di alzare l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche a 65 anni.

 

Nella missiva - da quanto ha appreso l'Ansa - si chiedono spiegazioni sui ritardi e si sottolinea come la questione sia rimasta irrisolta dopo i tanti richiami succedutisi negli anni; e nonostante nel giugno 2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese proprio per la mancata attuazione della sentenza della Corte. Della questione il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, parlerà lunedì a Lussemburgo con la commissaria Viviane Reding.

 

"Cercherò di agire al meglio per una soluzione che sia definitiva", ha detto Sacconi che ha confermato agli organi di stampa la richiesta di Bruxelles di un anticipo al 2012 dell'equiparazione tra i due sessi. "Bisognerà discutere su questo punto - ha detto l'esponente del governo - perchè è giusto dare alle donne il tempo di organizzare il proprio percorso di vita".

 

L'obiettivo del ministro è quello di capire "quanto sia cogente la richiesta europea e quanto minacci di tradursi in infrazione". Attualmente è previsto un innalzamento graduale del pensionamento delle donne del pubblico impiego che porterà ad un innalzamento a 65 anni solo nel 2018.

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