Pomigliano, appello di Schifani: ''Non deve chiudere''

Pomigliano, appello di Schifani: ''Non deve chiudere''

Pomigliano, appello di Schifani: ''Non deve chiudere''

ROMA - Lo stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco non deve chiudere. E' l'appello del presidente del Senato, Renato Schifani, parlando durante un convegno nella sala capitolare della Biblioteca del Senato per la presentazione del rapporto Cisf 2009 sul "Costo dei figli". "Pomigliano è un banco di prova per tutti - ha affermato la seconda carica dello Stato -. Non può e non deve prevalere la logica dei veti incrociati. Non è più il tempo del no e della fuga".

 

Schifani ha chiesto "uno sforzo supplementare non solo di fiducia ma soprattutto di coraggio e generosità". "Diventa indispensabile una forte e rinnovata alleanza tra imprenditori e lavoratori, tra imprese e famiglie, tra giovani e anziani", ha concluso. Sulla questione è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che si è rivolto al segretario Cgil, Guglielmo Epifani, "affinchè non si comprometta, in alcun modo, la straordinaria opportunità per Pomigliano".

 

Sacconi si è detto ottimista e "convinto che ci siano ormai le condizioni per realizzare l'investimento". Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, "la Cisl è pronta a firmare l'accordo perchè vuole gli investimenti e perchè tutte le regole contrattuali sono salve. L'accordo si può fare perchè la maggior parte dei lavoratori è d'accordo e anche l'80% dei sindacati". "Respingiamo - ha aggiunto - il gioco mediatico della Fiom, la sua ritrosia a qualsiasi innovazione".

 

Secondo il leader della Cisl, la Fiom "tiene in ostaggio l'economia italiana e l'occupazione in un momento in cui abbiamo bisogno di investimenti anche per dare un segnale che in Italia si può investire". "L'illegittimità dell'accordo - ha concluso Bonanni - è una scusa per coprire la responsabilità della Fiom che non vuole i cambiamenti".

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