Unicredit, cda infuocato. Profumo è stato sfiduciato

Unicredit, cda infuocato. Profumo è stato sfiduciato

Unicredit, cda infuocato. Profumo è stato sfiduciato

ROMA - Si è concluso nella tarda serata di martedì il consiglio d'amministrazione di Unicredit. L'epilogo, dopo un aspro scontro fra i soci, è stata la decisione a maggioranza di sfiduciare l'amministratore delegato Alessandro Profumo, accusato di aver aperto le porte della banca ai libici. La vicenda si è tinta di giallo quando ad inizio del cda della banca voci all'interno, riportate dall'emittente Sky, facevano trapelare che Profumo non si era presentato come dimissionario.

 

Anzi, dopo una consultazione con i suoi avvocati, avrebbe deciso di affrontare lo scontro, smentendo così le voci lasciate trapelare nel pomeriggio secondo cui il banchiere si era dimesso, senza aspettare la discussione e le votazioni del consiglio di amministrazione. Si era parlato di una lettera ai consiglieri evitando così una resa dei conti in cda.

 

Nel corso del board, l'operato del top manager uscente che ha traghettato la banca in questi anni fino a darle un profilo internazionale sarebbe stato difeso da alcuni consiglieri tra cui il vicepresidente Farhat Bengdara, Governatore della banca centrale della Libia, che ha una quota del 4,988% di Unicredit e da Salvatore Ligresti, socio di rilievo e consigliere di Piazza Cordusio.

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