Usa, prosegue la rivoluzione di Obama: "Guerra contro le lobby"

Usa, prosegue la rivoluzione di Obama: "Guerra contro le lobby"

Usa, prosegue la rivoluzione di Obama: "Guerra contro le lobby"

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dichiara guerra alle lobby. L'inquilino della Casa Bianca non appare intimorito dalle pressioni che arrivano dai gruppi di interesse per modificare il suo piano economico, molto duro nei confronti del mondo finanziario. "Il mio piano economico è una minaccia allo status quo di Washington ma questo è il cambiamento promesso in campagna elettorale", spiega il primo presidento nero degli Stati Uniti nel suo discorso del sabato.

 

Barack Obama è dunque pronto alla lotta contro i lobbisti che cercheranno di smantellare il bilancio che ha presentato al Congresso due giorni fa. "So che la sua approvazione non sara' facile - ha ammesso il presidente degli Stati Uniti, nel suo discorso del sabato alla radio e su Internet - perche' rappresenta un cambiamento vero e importante e rappresenta anche una minaccia allo status quo a Washington".

 

Obama in Europa ad aprile. Il presidente Usa, Barack Obama, si rechera' a inizio aprile a Praga per partecipare ad un summit con i Ventisette Paesi dell'Ue. E quanto si legge sul sito internet del quotidiano ceco 'Dnes', che cita "due fonti diplomatiche indipendenti". Ieri, la presidenza ceca aveva gia' indicato che Obama andra' il 4 o 5 aprile nella Repubblica Ceca, Paese che detiene attualmente la presidenza di turno Ue. "E' chiaro che non si trattera' solo della visita di Obama: ci saranno i rappresentanti di tutti i 27 Paesi dell'Ue", riferiscono le fonti al quotidiano ceco.

 

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Via dall'Iraq entro agosto 2010.  "Fatemelo dire nel modo piu' chiaro possibile: entro il 31 agosto 2010 la nostra missione di combattimento in Iraq sara' finita". Come era ampiamente atteso, Barack Obama ha annunciato ufficialmente che gli Stati Uniti completeranno il ritiro del grosso delle forze attualmente presenti, oltre 140mila uomini, entro l'estate del prossimo anno, confermando pero' che iniziera' una nuova missione di "transizione", in cui saranno impegnati tra i 35mila ed i 50mila militari, che "come previsto dall'Accordo sullo status delle forze con il governo iracheno, saranno ritirate dall'Iraq entro la fine del 2011".

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