A spasso per... Civitella

A spasso per... Civitella

A spasso per... Civitella

La nostra proposta di questo week-end, per una bella passeggiata o per un momento di svago, è ricaduta sulla verde cittadina di Civitella di Romagna. Ispirati dal suo celebre carnevale, che come potrete vedere nell'agenda di appuntamenti dedicati a questa festa, si terrà la prossima domenica, vogliamo farvi consocere più da vicino questa allegra borgata.

 

Il nome di Civitella deriva dal latino `Civitatula`, piccola città ed è oggi, come allora, un piccolo centro urbano che affonda le sue origini nel medioevo. Costruita in una conca di verdi pareti fra le quali svetta il Monte Girone, il suo cuore palpitante è racchiuso nel borgo murato del paese, costruito presumibilmente intono al X secolo. Inizialmente il centro abitato di Civitella era compreso entro la cinta muraria castellare bastionata.

 

Avendo vissuto per lungo tempo all'ombra della potente Abbazia di S.Ellero di Galeata e contesa fra le signorie che si disputavano i castelli e le collocazioni di maggior potere, anche Civitella subì assedi e distruzioni, dovute, queste ultime, anche a terribili terremoti (in quello del 1661 perirono 120 persone). Nel XV secolo, con l'estinguersi delle signorie, Civitella, città di confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana, venne assorbita dalla Chiesa. Il 14 marzo 1785, il Granduca di Toscana si rivolse alla Santa sede per ottenere la soppressione del Nullius di S.Ellero di Galeata e la consegna delle parrocchie situate nel proprio territorio al vescovo di Sansepolcro. A provvedimento ottenuto, le parrocchie situate nei territori dello Stato pontificio, 12 comprese Civitella, furono aggregate alla diocesi di Bertinoro.


Oggi è una una bella cittadina della valle del Bidente, con una spiccata vocazione agricola e con un tessuto economico di piccole imprese. Di interesse storico .culturale la rocca, che sorge a difesa dell'originario borgo murato, sullo sperone formato dalla confluenza nel Bidente del Fosso di S.Filippo, in una posizione che domina il tracciato del percorso di fondovalle; il borgo murato o fortificato, detto anche il Castello, nonostante i singoli edifici siano ampiamente rifatti conserva il fascino della struttura urbanistica medievale e il Satuario della beata Vergine Maria, costruito grazie alle elemosine raccolte tra gli abitanti del luogoper ricordare la miracolosa apparizione della Beata Vergine ad un povero orfanello, Pasquino da Vignale, avvenuta per 5 volte, dall'1 al 29 aprile 1556, nei pressi di una celletta esistente vicino al torrente Suasia già, nientemeno, che nel 1442.

 

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La costruzione ebbe inizio il 27 luglio 1556, con la posa della prima pietra da parte del Vicario dell'Abbazia di S.Ellero, monsignor Cristoforo Agatense da Montalto. Autore del progetto fu l'architetto fiorentino Zenobio Lastricati, che è chiaramente nominato nella documentazione superstite. La soluzione costruttiva adottata, chiesa con pianta a croce greca, era chiaramente rivolta a mantenere intatta al suo interno la Maestà con il suo affresco. Collocata originariamente al centro del santuario, l'immagine miracolosa fu traslata sulla parete della cappella, dove è posta tuttora, il 24 luglio 1666.

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