Accordo tra Regione e Parti sociali a sostegno di lavoratori e aziende

Accordo tra Regione e Parti sociali a sostegno di lavoratori e aziende

Accordo tra Regione e Parti sociali a sostegno di lavoratori e aziende

La crisi non accenna ad allentare la morsa anche nella nostra realtà regionale, questo il motivo dell'accordo stipulato tra le parti sociali e la regione, per dare ulteriori risposte che non solo consentano di mitigare gli effetti sui lavoratori, ma aiutino indirettamente le piccole attività economiche che hanno un mercato prevalentemente locale, alle prese anch'esse con il calo di consumi delle famiglie.

 

Anche nel settore artigiano la crisi si fa sentire, lo confermano i dati dell'Eber, che nel primo trimestre 2009, registrano nella provincia di Forlì-Cesena, l'intervento dello strumento del sostegno al reddito a favore di 374 imprese per un totale di 2.057 dipendenti e per oltre 1 milione di ore fra riduzioni e sospensioni.

 

"Un patto per attraversare la crisi", ossia un accordo da 520 milioni che fissa gli obiettivi, gli indirizzi e i criteri per salvaguardare la base produttiva, evitare i licenziamenti e dare risposte anche a quei lavoratori finora senza la tutela degli ammortizzatori sociali, quali apprendisti, interinali, soci di cooperative con contratto di lavoro subordinato.

E' quanto prevede l'accordo, siglato nei giorni scorsi, dalla Regione Emilia-Romagna, l'Upi e l'Anci regionali, le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, ad eccezione di Confindustria.

 

Il patto rappresenta uno strumento nuovo per gestire una crisi inedita e complicata, che coinvolge l'economia mondiale e che tocca pesantemente l'economia italiana e ora anche quella dell'Emilia-Romagna. Con l'accordo, per affrontare le difficoltà, si dà vita ad un sistema di gestione di tutti gli strumenti ordinari ed in deroga, a sostegno dei lavoratori e delle aziende. In tal modo si danno concrete risposte ad una più vasta platea di occupati, nei diversi settori dell'economia, nelle imprese con meno di 15 dipendenti, nelle cooperative, nelle aziende di servizio, nell'artigianato e nel commercio.

 

L'accordo gestirà il finanziamento di 520 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga previsti dall'intesa Stato-Regione, tra risorse statali e regionali. La cassa integrazione ordinaria in deroga, tra l'altro, ha una specificità nella modalità di concessione, privilegia infatti tutte quelle situazioni che prevedono una riduzione di orario pari a 4 ore giornaliere.

In sostanza, cosa prevede l'accordo? Premesso che per la sua attivazione siamo in attesa delle relative delibere regionali, con esso la Regione e le Associazioni imprenditoriali e sindacali si impegnano a salvaguardare l'occupazione, perseguendo soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità ed escludendo comunque iniziative unilaterali di licenziamento collettivo.

 

Ci sarà dunque la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione ordinaria e di garantire rapidità e semplicità degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell'Inps. A livello regionale saranno attivati appositi programmi di politiche attive del lavoro, diretti alla riqualificazione dei lavoratori sospesi o licenziati a seguito di crisi per favorire il ricollocamento occupazionale. Infine per contrastare il ricorso al lavoro sommerso dei lavoratori non comunitari che hanno perso il lavoro, la Regione e le parti sociali si impegnano, attraverso la formazione e gli ammortizzatori sociali, a ricercare tutte le misure per la loro ricollocazione.

 

Franco Napolitano

Responsabile Area Economico Sindacale

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