Artigianato, al via confronto con sindacati su nuovo modello contrattuale

Artigianato, al via confronto con sindacati su nuovo modello contrattuale

Artigianato, al via confronto con sindacati su nuovo modello contrattuale

Si è avviato,in questi giorni, il confronto tra le Confederazioni dell'Artigianato e CGIL, CISL e UIL , sul nuovo modello contrattuale che riguarda oltre 1.700.000 lavoratori dipendenti di imprese artigiane in Italia. L'apertura del tavolo, che ha già svolto alcuni incontri ed altri ne ha programmati per luglio, rappresenta un importante momento di valorizzazione delle relazioni sindacali nell'artigianato, la cui vivacità ha già consentito di arrivare ad individuare, negli ultimi decenni  soluzioni  innovative.

 

Il percorso di decisione delle regole e delle modalità di articolazione della contrattazione , con particolare riferimento alla definizione delle materie di competenza della contrattazione nazionale e di quelle demandate alla contrattazione di 2' livello, dovrà essere indirizzato alla realizzazione di un modello funzionante , applicabile in concreto ed in grado di creare valore aggiunto nel rapporto tra imprese e lavoratori.

 

In questo senso la valorizzazione della contrattazione territoriale , di quella nazionale e dei sistemi bilaterali dell'artigianato, diventano le direttrici da seguire per l'iter del confronto tra CNA, le altre Confederazioni dell'Artigianato ed i sindacati dei lavoratori. La vitalità delle relazioni sindacali nell'artigianato, ha già consentito in passato di trovare soluzioni innovative e condivise, rispondenti alle esigenze reali delle imprese  e dei lavoratori.

 

L'attuale situazione economica, inoltre, pone ancora una volta le parti sociali di fronte ad una scelta di responsabilità, per contribuire  al rilancio dell'economia. Del resto l'artigianato ha dato prova di sapersi confrontare positivamente con le problematiche relative alle regole contrattuali, alle politiche di welfare e formazione, elementi fondamentali per garantire crescita , sviluppo e coesione sociale. Ed è auspicabile che anche questa volta si riesca a dare un contributo positivo a una risposta generale che il Paese aspetta da tempo.

 

Una questione è oggi rilevante, ed è quella del potere d'acquisto dei salari. Occorre trovare il modo di far pervenire direttamente in busta paga la maggior parte delle risorse economiche che gli aumenti contrattuali metteranno a disposizione, senza che vengano salassati dal fisco. C'è poi il problema del differenziale retributivo tra dipendenti delle imprese artigiane e dipendenti delle aziende industriali.

Questo è un tema cruciale, anche se in vari comparti artigiani, quali l'edilizia ed i trasporti, c'è stato una riallineamento tra i livelli salariali.

 

Gli ultimi dati ISTAT hanno rivelato che per la prima volta , dal 2002, oggi c'è stato un calo effettivo del potere d'acquisto degli italiani, al netto dell'inflazione, dello 0,8 %.  Ciò vuol dire che non siamo più di fronte a fenomeni di ridistribuzione della capacità di spesa in relazione a stili di consumo che si sono modificati, ma di una perdita secca della capacità di consumo. Per chi, come tanta parte degli artigiani ( sia di servizio che di produzione non in conto terzi ) ha nel consumatore il proprio cliente diretto, questo comincia a diventare un problema. Si va meno dal parrucchiere, si rimandano i lavori di manutenzione, non si cambia il salotto o la cucina, si acquista meno abbigliamento, meno gioielli, e così via.

 

La questione salariale perciò oggi non è argomento da "rivoluzionari di professione", ma un problema che ha ricadute economiche su importanti comparti. Come pure è evidente che per la grande industria la questione si pone in modo diverso, in quanto i prezzi delle materie prime o le fluttuazioni del mercato finanziario incidono per loro ben più che il costo del lavoro. La parti sociali possono fare la loro parte e dare il loro contributo , ed è ciò che si sta facendo attraverso il confronto in atto, ma è evidente che anche chi governa deve fare la sua parte.

 

Roberto Nini

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Vicepresidente CNA Forlì-Cesena

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