Capodanno, festa tra storia e tradizione

Capodanno, festa tra storia e tradizione

FORLI’ - Il Capodanno, per i paesi che seguono il calendario Gregoriano, coincide con l'1 gennaio e segna l'inizio di un nuovo anno. In tutto il mondo il passaggio fra il 31 dicembre ed il 1° gennaio diviene occasione per grandi festeggiamenti. Esistono, inoltre, molte tradizioni e riti scaramntici legati alla notte di fine anno. Le origini di questa festa sono molto antiche, le sue radici, per quanto ne sappiamo, arrivano fino al popolo dei Babilonesi, per i quali il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera.


Gli antichi Romani continuarono a celebrare l'anno nuovo nel tardo marzo, ma il loro calendario era continuamente 'manomesso' dai vari imperatori; si scelse quindi di 'sincronizzarlo' con il sole. Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare quello che ancora oggi è conosciuto come il 'calendario Giuliano', che stabiliva che l'anno nuovo iniziava il primo gennaio. In questo giorno, era diventato consuetudine invitare a pranzo gli amici e scambiarsi doni, quali datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti strenne, come simboli di fortuna e felicità per l'anno appena iniziato.

Le tradizioni legate a questa festa sono molteplici e variano da paese a paese, ad esempio in Italia è consuetudine indossare biancheria intima di colore rosso o gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati. Sulla tavola imbandita per il cenone, poi, non devono mai mancare le lenticchie, come auspicio di ricchezza e prosperità per l'anno nuovo.


I botti, invece, nonostante troppo spesso risultino pericolosi per le persone, sono considerati manifestazione di gioia "esplosiva" per l’avvento del nuovo anno, ma inizialmente furono introdotti con il preciso intento di scacciare gli spiriti maligni. Per i più superstiziosi poi, non possono poi mancare sulla tavola le melagrane, il cui trionfo di chicchi è stato narrato da leggende in tutto il mondo e in tutte le letterature: come nel mito di Proserpina, che venne legata indissolubilmente a sé dal dio dell’Ade Plutone dopo aver addentato una melagrana: da allora simboleggia la fedeltà coniugale.


Il vischio, la celebre pianta sotto la quale bisogna baciarsi nella tradizione anglossassone, secondo la tradizione dona prolificità sia materiale che spirituale. Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, mentre i Celti ritenevano che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.


Curiose sono anche alcune usanze in paesi straniersi quali la Gran Bretagna e l’Irlanda dove a mezzanotte del 31 dicembre, si usa aprire tutte le porte di casa a mezzanotte per far entrare il nuovo anno e si fa rumore sbattendo utensili della cucina o della casa con lo scopo di scacciare gli spiriti cattivi durante il passaggio dal vecchio al nuovo anno. In Spagna, per propiziarsi la buona sorte a mezzanotte, bisogna mangiare un chicco d'uva per ogni rintocco di campana ed esprimere un desiderio per il nuovo anno, certi che se il rituale si porterà a compimento questo si avvererà.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -