Caselli (Unioncamere): la conoscenza, condizione necessaria per riprendere il cammino di crescita

Caselli (Unioncamere): la conoscenza, condizione necessaria per riprendere il cammino di crescita

L’economia mondiale corre, l’Europa marcia, l’Italia cammina. Le stime internazionali più recenti indicano che quest’anno la crescita mondiale sarà superiore al 4 per cento, quella dell’Unione europea si attesterà attorno al 2 per cento, mentre l’Italia segnerà un1,3 per cento circa.

Le previsioni realizzate da Unioncamere-Prometeia collocano la variazione del PIL dell’Emilia-Romagna all’1,5 per cento, valore tra i più elevati previsti per le regioni italiane. Per la provincia di Forlì-Cesena è plausibile ipotizzare una crescita analoga a quella regionale.


Dunque, l’anno che si è aperto sembra non presentare novità rilevanti rispetto a quello che si è chiuso: una crescita complessivamente modesta, dove il riuscire a guadagnare qualche punto decimale di PIL in più sarà legato, ancora una volta, alla capacità di internazionalizzare, di innovare, di lavorare in rete, di investire sulla formazione. Gli indicatori economici del 2007 evidenziano come anche a Forlì-Cesena si stia assistendo ad una polarizzazione del sistema imprenditoriale.


Da un lato alcune società che continuano a conseguire risultati eccellenti, dall’altro un vasto numero di aziende che presenta un andamento congiunturale negativo. Per le imprese manifatturiere l’elemento discriminante che determina l’appartenenza all’uno o all’altro gruppo va ricercato nell’inclusione in un circuito di filiera dove alcune imprese, quasi sempre di medie dimensioni, assumono una funzione di leadership, facendosi interpreti della proiezione internazionale e dei processi innovativi delle piccole imprese locali.


Le statistiche segnalano un’altra bipartizione relativa alla popolazione. Le profonde trasformazioni nella composizione sociale - l’invecchiamento degli abitanti e la crescente presenza extracomunitaria – e una dinamica di distribuzione dei redditi che sembra favorire l’insorgere di fenomeni sperequativi, concorrono a determinare una divisione nella popolazione.


Le dinamiche contrapposte dell’economia e dei cittadini sono tra loro fortemente correlate e chiamano in causa il funzionamento del sistema territoriale. Se a Forlì-Cesena, negli ultimi decenni, si è avuto crescita economica e qualità della vita elevata e diffusa è perché si è saputo creare consenso su obiettivi e valori.


Si è realizzato cioè un circolo virtuoso tra imprese e cittadini, completato da una buona amministrazione del territorio ed un sistema di welfare efficiente. Ciò che appare certo è che, affinché esso non si indebolisca, sia necessario governare i cambiamenti, creare le condizioni – economiche e sociali - per la ricostituzione di obiettivi e, soprattutto, di valori condivisi.


Guido Caselli

Direttore Area Studi Unioncamere Emilia-Romagna

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