Cna si confronta con i candidati sindaci

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Cna si confronta con i candidati sindaci

Il confronto che stiamo avviando con i candidati a sindaco, cade in una fase di grande incertezza economica, con una recessione di dimensioni mai registrate negli ultimi 60 anni. La capacità di tenuta delle imprese è messa a dura prova dalla scarsità di liquidità causata dalla stretta creditizia operata dalle banche, che valutano con estrema "prudenza" la concessione di nuove linee di finanziamento. A ciò si aggiunge  l'accresciuta difficoltà di incasso dei crediti e all'allungamento dei tempi di pagamento.

 

Proprio per la situazione sempre più grave, sono assolutamente necessari interventi a sostegno dell'economia, di qui la proposta di rilanciare gli investimenti infrastrutturali del paese, che abbiamo avanzato anche come CNA, unitamente a quella di escludere dal patto di stabilità interno, le spese per realizzare questi progetti. Come noto il Governo è già intervenuto con una serie di Decreti sulla cui efficacia la CNA ha espresso alcune riserve, in merito all'immediata operatività dei provvedimenti varati, ed alla quantità delle risorse finanziarie aggiuntive individuate. Anche gli Enti locali possono avere un ruolo importantissimo in questa direzione, perché se è vero che negli ultimi quattro anni la spesa comunale per investimenti è calata, è ancora il 70% della spesa per investimenti effettuata dalla Pubblica Amministrazione.

 

Per quanto riguarda il piano casa, gli interventi proposti possono costituire occasione di ripresa significativa per il settore edile. Restano da chiarire gli aspetti legati alla sostituzione della concessione edilizia con la dichiarazione di inizio attività, ma siamo favorevoli ad ogni semplificazione che intervenga in un settore gravato da troppi adempimenti, naturalmente prestando estrema attenzione a non concedere spazi agli abusi. Sarebbe pertanto utile legare questi interventi al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici, e prevedere procedure integrate con l'agevolazione fiscale del 55% sul risparmio energetico.  Finora la spesa pubblica si è concentrata sulle grandi infrastrutture, mentre ha perso terreno l'attività ordinaria, cioè le opere pubbliche di piccola dimensione che coinvolgono le imprese più piccole, i cui benefici sono immediatamente percepibili, pensiamo alle manutenzioni, a cominciare dalle scuole e dalla viabilità.

 

E' necessario concedere agli Enti locali, con bilanci in ordine, di derogare temporaneamente al Patto di Stabilità interno per finanziare spese in conto capitale. In quest'ottica riveste particolare importanza la possibilità di prevedere un piano straordinario da parte delle Amministrazioni locali per quel che riguarda l'utilizzo di fonti rinnovabili, l'efficientamento ed il risparmio energetico proprio a partire dal patrimonio edilizio comunale. E' necessario agevolare la partecipazione delle piccole imprese al mercato degli appalti sotto un duplice aspetto: semplificare procedure complesse e farraginose e modificare orientamento prevalente della Pubblica Amministrazione, riservare per le PMI una quota degli appalti per forniture e lavori. Occorre accelerare lo sblocco dei crediti verso la PA, crediamo opportuno costruire anche in ambito locali meccanismi che producano degli "automatismi" fra Enti locali - Imprese - Banche al fine di permettere alle aziende creditrici di rientrare in tempi ragionevoli delle risorse finanziarie necessarie. La crisi attuale impone un momentaneo ripensamento sulle proposte strategiche e, se è vero che le nostre imprese sono ancora sottocapitalizzate, dobbiamo ammettere che, almeno nell'immediato, occorre concentrare le risorse pubbliche sul sostegno ai Consorzi Fidi  che rimangono, ora, forse l'unico strumento tangibile in grado di favorire la concessione del credito. Crediamo inoltre che occorra in questo periodo una grande attenzione alle politiche "tariffarie" ed all'erogazione/gestione dei servizi, che rappresentano la base di partenza di qualsiasi politica industriale locale.

Abbiamo chiesto a tutte le Amministrazioni, a partire da quella Provinciale, di adoperarsi affinché per gli anni 2009 e 2010 non venga applicato alcun aumento tariffario. Va prevista una detrazione fiscale dall'ICI sugli immobili strumentali delle imprese, attraverso una soglia di no tax area dall'imposizione ICI sugli immobili utilizzati ai fini produttivi. Per finire, la Pubblica Amministrazione a tutti i livelli, potrebbe avere ampi margini di recupero in termini di produttività, attraverso snellimenti e sburocratizzazioni, che genererebbero ritorni importanti sul settore privato, che oggi sconta ripercussioni negative per l'eccessivo carico burocratico che grava su di esso. Le proposte avanzate rappresentano per il nostro sistema d'imprese il punto di partenza rispetto al quale reciprocamente misurarsi, siamo certi della loro fattibilità, attendiamo da parte dei futuri Amministratori Locali segnali concreti.

 

Franco Napolitano

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Responsabile Area Economico Sindacale CNA Forlì- Cesena

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