Come fare ricerca: risorse e sinergie fattori decisivi

Come fare ricerca: risorse e sinergie fattori decisivi

Come fare ricerca: risorse e sinergie fattori decisivi

La società moderna è basata sulla conoscenza e la conoscenza si incrementa solo attraverso la ricerca. Vale a dire: il sistema paese deve produrre più ricerca. Servono, per intenderci, grandi programmi nazionali su obiettivi strategici (Energia, ICT-Information and Communication Technology, Nanotecnologie, Bioscienze, ecc.) e a cui le università possano accedere in maniera competitiva.

 

Con la fame di fondi che le Università hanno oggi, assisteremmo ad una vera e propria corsa e all'immediata focalizzazione di uno spettro di attività di ricerca oggi perseguite nel sistema delle Università che, forse, è eccessivamente disperso. Si dovrebbero seguire, però, alcune priorità: primo, allocare una congrua quantità di risorse finanziarie che inevitabilmente andranno sottratte ad altri settori. Secondo, definire le priorità tematiche strategiche per il Paese in maniera lungimirante. Terzo, gestire le risorse così allocate in modo da indirizzarle verso le Università, i Centri di ricerca e i Laboratori che più lo meritano in termini di qualità e quindi, in ultima analisi, di ritorno dell'investimento pubblico.

 

Attualmente all'interno delle Università si mettono a punto metodologie, algoritmi, materiali, tecnologie e sistemi innovativi. Interi settori industriali quali le nanotecnologie, la farmaceutica avanzata e l'industria biomedicale, l'industria aeronautica, l'ICT stessa intesa come industria manifatturiera e di servizi, vivono essenzialmente sui risultati della ricerca. Da quando ho cominciato ad operare in Romagna, ho avuto la sensazione che in questo territorio esista uno spazio intermedio, importante e tuttora non occupato, che si colloca tra la ricerca universitaria e l'intermediazione tecnologica. Partiamo dalla constatazione che attualmente la collaborazione diretta tra le aziende della Romagna e l'Università è poco sviluppata.

 

D'altronde non  potrebbe essere diversamente: in  Romagna sono poche le imprese di dimensioni tali da potersi permettere di investire su progetti di lungo respiro. Il tessuto romagnolo è in gran parte formato da aziende medio-piccole e il  loro problema, in molti casi, è valutare non "se" ma "quando" i risultati della ricerca si vedranno nei bilanci. Chiedono risultati concreti nel giro di qualche mese, al massimo di un anno. Romagna Innovazione, una s.r.l. senza scopo di lucro delle Fondazioni di Forlì e Cesena, Università di Bologna e Camera di Commercio, è nata proprio per rispondere a questa esigenza e per sostenere l'industria locale che spesso chiede quello che, in apparenza, può apparire un controsenso: innovazione veloce.

 

Tornando al problema iniziale, la comunità deve avere la percezione che la spesa in ricerca, sia altrettanto essenziale di quella per le pensioni e per la sanità. In fondo si tratta dei soli soldi che investiamo sul futuro. Oggi, forse, questa consapevolezza non c'è ancora. Dobbiamo lavorare per questo.

 

Prof. Enrico Sangiorgi

Preside della Seconda Facoltà di Ingegneria,

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