Crisi, cosa occorrerebbe fare per affrontarla

Crisi, cosa occorrerebbe fare per affrontarla

Crisi, cosa occorrerebbe fare per affrontarla

Col passare dei mesi la crisi dell' economia mondiale seguita a quella della finanza, non ha ancora esaurito i suoi effetti negativi. La lista dei paesi in cui si hanno ripercussioni dell'onda negativa partita dall'America si allunga, non risparmia neppure i paesi emergenti dell'Oriente, ma anche l'Europa ed in particolare l'Italia non godono certo di buona salute. Infatti, nonostante gli interventi delle autorità nazionali rispetto al sistema bancario, che hanno evitato catastrofi possibili, anche se non delle dimensioni di quelle americane, la situazione è ancora in fase di peggioramento.

 

E' proprio di questi giorni la notizia che l'Unione Europea ha presentato i dati economici relativi alla previsione sul primo semestre 2009, indicandoli presumibilmente come la fase più dura della crisi. In questo scenario i dati italiani non sono certo peggiori di quelli di quelli degli altri paesi, ma è una magrissima consolazione,  dato che caliamo di meno perché in realtà crescevamo di meno degli altri. Soprattutto se si considera che vi sarà anche un rialzo del debito pubblico, che è il vero fardello che pesa da anni sul nostro paese.  

 

Per questo motivo, per CNA,  le misure contenute nel decreto anticrisi appaiono del tutto inadeguate a fronteggiare gli effetti della crisi, anche paragonate a quanto hanno messo in campo in via straordinaria , gli altri stati europei. E proprio l'esiguità delle risorse rischia di vanificare quelli che dovevano essere interventi urgenti e improrogabili per la ripresa italiana. E' vero che le modifiche apportate al decreto correggono- anche se solo in piccola parte- alcune scelte iniziali previste che CNA aveva duramente criticato, come la eliminazione della detraibilità del 55% delle spese sostenute per il risparmio energetico. Ma ciò non produce effetti immediati né garantisce una quantità di risorse adeguate al sostegno dell'economia. Peraltro la norma era in vigore ed in questo modo è stata solo ripristinata. 

 

La crisi , invece, dovrebbe essere l'occasione per interventi strutturali di ammodernamento del sistema produttivo. Abbiamo letto in questi giorni dell'accordo Fiat -Crysler che ha alla base la messa a disposizione, da parte dell'impresa italiana, delle tecnologie per produrre auto maggiormente compatibili con l'ambiente, requisito richiesto dal governo USA per far arrivare i fondi anticrisi all'azienda americana. Non a caso la maggior parte degli interventi di rilancio economico che gli Stati Uniti stanno mettendo in campo, hanno proprio nella innovazione legata all'ambiente ed alle energie rinnovabili, il loro filo conduttore.

 

Il momento attuale di crisi, inoltre, dovrebbe essere l'occasione per progettare in ambito istituzionale, interventi strutturali di riforma della composizione e della qualità della spesa pubblica, a partire dalla riduzione dei livelli di governo e dalla revisione dei coefficienti pensionistici, per recuperare risorse da dedicare alle politiche economiche.

 

Oltre agli investimenti nel campo dell'innovazione e risparmio energetico , occorre mettere a punto piani per la realizzazione di piccole infrastrutture di immediata cantierabilità. Altro aspetto che non può essere tralasciato è quello delle riforme che potenzino gli ammortizzatori sociali, per far fronte alla fase di elevata precarietà del lavoro.  Il punto centrale resta il rilancio dei consumi e della domanda, se non c ‘è una ripresa in questa direzione, sopratutto le piccole e medie imprese che costituiscono la gran parte del sistema produttivo, rischiano di restare al palo e con loro le possibilità di invertire il trend negativo.Infine una ultima valutazione, è del tutto incongruente inserire all'interno di provvedimenti che hanno carattere di estrema urgenza , modifiche legislative quali la norma relativa alla mobilità tra i fondi interprofessionali, la cui regolamentazione si sarebbe dovuta lasciare al parlamento ed alle parti sociali, ci auguriamo perciò che nei prossimi mesi vengano riesaminate con il contributo di tutti.

 

Alvaro Attiani

presidente CNA Forlì-Cesena

 

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