Crisi Finanziaria, serve sostegno alle imprese

Crisi Finanziaria, serve sostegno alle imprese

Crisi Finanziaria, serve sostegno alle imprese

La crisi finanziaria che dagli Stati Uniti è dilagata in questi giorni in tutto il pianeta mette in luce, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la stretta interconnessione che in epoca di economia globale, c'è tra una parte  e l'altra del mondo. 

 

Quello che sembrava un problema prettamente americano, legato alla mancanza di regole etiche del sistema bancario cioè la crisi dei mutui sub-prime, in pochi mesi ha messo in crisi l'intera finanza mondiale. Si è creato, infatti, un corto circuito di fiducia tra le banche e nei mercati, che è stato sul punto di far crollare l'intero sistema.

 

Questo ripropone con forza l'esigenza di alcune regole di trasparenza che servano ad evitare che la finanza, intesa come economia "virtuale", cannibalizzi l'economia reale. E' evidente, infatti, che il mercato non si autoregolamenta di per sé e che senza regole fenomeni come questi possono ripetersi. Nei governi dei paesi più industrializzati, anche in quelli per cui il liberismo, cioè il non intervento in economia, è un principio fondante a partire da quello americano, è prevalsa l'opinione che senza misure di supporto alle banche ed al risparmio, l'intero sistema non avrebbe retto.

 

Di qui interventi di sostegno che sono arrivati fino all'ingresso nel capitale sociale o alla totale nazionalizzazione di alcune banche, da parte di singoli o più governi.  Di concerto gli stati europei hanno anche varato piani volti a garantire i conti correnti ed il risparmio dei privati, compreso il nostro paese, con provvedimenti che hanno trovato d'accordo sia governo che opposizione. Ma tutto questo che ripercussioni sta avendo sull' economia reale?

 

Dai dati che CNA ha in suo possesso, è emerso che nel giro di pochissimo, sul versante degli investimenti a medio termine, dopo che si erano già manifestati segnali di restringimento del credito per investimenti e liquidità,  si è registrato un calo dal 15 al 20% con punte fino al 30% , nell'accoglimento delle domande di finanziamento. La rete delle Cooperative e Consorzi Fidi, in ambito nazionale, conta su una rete di 250 strutture che associano oltre 700.000 imprese ed in questo momento ha operazione garantite per più di 10 miliardi di euro.

 

Non potevamo, perciò, non porci il problema delle ripercussioni che la crisi finanziaria avrebbe avuto sull'approvvigionamento di credito per le PMI. Per questo motivo CNA ha chiesto al governo di mettere a disposizione un fondo pubblico, di almeno un miliardo di euro, che controgarantisca le operazioni le operazioni dei Consorzi Fidi e che goda della garanzia dello stato, in modo da consentire alle banche di ridurre il capitale di vigilanza accantonato a fronte del credito erogato alle piccole e medie imprese, migliorando così il rapporto tra impieghi e capitalizzazione, senza penalizzare le stesse PMI.

 

Questo sul fronte bancario. C'è anche un altro problema, però, che riguarda sia le aziende che esportano verso il mercato americano, che in questi giorni evidenziano forti difficoltà, che quelle il cui mercato è prettamente interno. I recenti dati ISTAT sull'ulteriore calo dei consumi delle famiglie, evidenziano come la crisi dei mutui stia portando ad una ulteriore contrazione della liquidità delle famiglie, cosa che non potrà che mettere in difficoltà l'intero comparto dei servizi e della produzione di beni rivolti ai consumi dei cittadini. Le previsioni di crescita fortemente negative per il 2009 e 2010,  emerse anche in questi giorni completano il quadro, in quanto si prospettano inevitabilmente scenari di crisi anche per le PMI che operano come contoterzisti e nell'ambito delle filiere produttive.

 

Occorre, perciò, che oltre all'intervento sui fondi di garanzia del credito ( infatti l'azione del Governo non può essere limitata ai risparmi privati) vi sia un piano complessivo di supporto alla competitività delle imprese ed una azione volta alla ripresa dei consumi delle famiglie, che non può che essere attivata tramite la leva fiscale.

 

CNA sta organizzando due iniziative pubbliche su queste problematiche, per informare le imprese, che si terranno nei prossimi giorni.

 

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Sanzio Bissoni
Vicepresidente CNA Forlì-Cesena

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