BAGNACAVALLO - ''A che punto siamo'', cinque vini a confronto

BAGNACAVALLO - ''A che punto siamo'', cinque vini a confronto

BAGNACAVALLO - Mercoledì 5 dicembre si è svolta a Bagnacavallo la quinta edizione della manifestazione "A che punto siamo?", dove il Burson, vitigno autoctono bagnacavallese, si è confrontato in una degustazione alla cieca con quattro Grandi Vini Italiani delle annate 2002 - 2003 - 2004: Langhe (Piemonte), Primitivo (Puglia), Carignano del Sulcis (Sardegna), Sangiovese di Romagna. La serata, sapientemente condotta dall’enologo Sergio Ragazzini non ha visto, a differenza delle edizioni passate, una classifica finale. Questo non ha dato modo di verificare precisamente il posizionamento del Burson, e questo lo si è potuto comprendere solo dai commenti dei partecipanti (quasi sessanta).


Ciò nonostante, i commenti sul Burson sono stati più che lusinghieri, a volte è stato confuso con i concorrenti, segno che il vino sta crescendo bene e si sta posizionando sempre più nella fascia alta di qualità e di prodotto.


La serata, è stata anche l’occasione per intervistare Massimo Randi della omonima azienda nata circa 10 anni fa, ma che in poco tempo si è fatta strada come una delle migliori aziende produttrici di Burson. Basti ricordare che in primavera, alla selezione annuale del miglior Burson, quello prodotto da Randi è giunto terzo, lasciandosi alle sue spalle produttori storici di Burson, tra cui alcuni fondatori del Consorzio.


Sig. Randi, quando nasce la sua azienda?

Si può dire che l’impostazione attuale nasce da quando l’ho presa in mano io circa 10 anni fa.


Quanti ettari di Uva Longanesi coltiva e quanto Burson produce?

Circa 7, con una produzione di 13.000 bottiglie di Burson prodotto tra Blue e Nero.


Da quanto tempo è dentro il Consorzio Il Bagnacavallo?

Da 4 anni.


Che cosa ha provato questa primavera classificandosi terzo quale miglior Burson, lasciandosi alle spalle dei produttori storici?


Non sono stato particolarmente emozionato. La gratifica è che in quattro anni, ho raggiunto obiettivi di qualità e di vendita molto importanti. Ognuno all’interno del Conrsozio, dedica al Burson il tempo che ha a disposizione.


Qual è il suo mercato di riferimento?

Prima di tutto le province limitrofe, poi ho un buon mercato in Toscana, Marche e Veneto.


Prossimi obiettivi?

L’obiettivo principale è il mercato estero.


Prima di dedicarsi al Burson, aveva un posto fisso presso una multinazionale. E’ stato un bel salto. Una scommessa vinta?

È stata certamente una scommessa lasciare un posto presso una multinazionale per un qualcosa che è nato come hobby e oggi è la tua professione. La scommessa non è ancora vinta, ma mi sta dando grosse soddisfazioni.


Per maggior informazioni www.randivini.it


Mauro Manaresi


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