FORLI' - ''Memorie di Leticia Valle'' approda in Italia con la traduzione di Jenny Laghi

FORLI' - ''Memorie di Leticia Valle'' approda in Italia con la traduzione di Jenny Laghi

di Fabbri Chiara


FORLI’ - “Il 10 marzo compirò 12 anni”. Così comincia il romanzo di Rosa Chacel, “Memorie di Leticia Valle”, tradotto per la prima volta in lingua italiana da Jenny Laghi. “La storia narra della seduzione di un’adolescente nei confronti di un uomo adulto – spiega la traduttrice – ma quello che colpisce è la delicatezza con cui l’autrice, attraverso i pensieri della protagonista, Leticia appunto, narra una vicenda così ‘scabrosa’ per l’epoca”.


La prima pubblicazione, in Argentina, risale al 1945, mentre in Spagna, si è dovuto attendere il 1971. Non è difficile capire come il tema trattato sia complesso e difficile da restituire al lettore, senza cadere nella volgarità, cosa che la Chacel riesce a fare con grande maestria.


Questa traduzione, pubblicata da Clueb, “ha una grande importanza nel panorama italiano – sottolinea Cristina Novelli, traduttrice – se si pensa che dei libri pubblicati, il 30 % sono trasposizioni di opere straniere, delle quali solo il 4% dalla lingua spagnola. Inoltre parliamo di un romanzo che ha riscosso grande successo in Spagna, trattando un tema così rivoluzionario, termine che si addice anche all’autrice Rosa Chacel, che ha passato 40 anni della sua vita in esilio, trascorsi viaggiando in america latina. Si tratta di una donna straordinaria per la sua generazione”.


La traduzione del romanzo, tesi di laurea di Jenny Laghi, con la quale ha conseguito il titolo di dottoressa, presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Bologna, ha richiesto un anno e mezzo di lavoro accurato.


“Si tratta di un testo estremamente difficile da rendere in una lingua straniera – specifica Jenny - proprio per il tipo di linguaggio utilizzato dall’autrice, il lirismo poetico, simile al flusso di coscienza della letteratura inglese. Frasi criptiche, allusioni, poca punteggiatura, caratterizzano quest’opera, e spesso mi sono soffermata per lunghi periodi su una frase o su una parola, per non perdere la magia dello stile della Chacel, ma, allo stesso tempo, per fare in modo che il lettore potesse comprendere fino in fondo il significato delle parole”.


Nel romanzo l’unico punto di vista è quello della protagonista che racconta, attraverso le sue memorie appunto, e le sue emozioni, un fatto, mai esplicitato chiaramente, che non avrebbe potuto rivelare altrimenti. “Leticia – conclude Jenny – non si sente una bambina, anzi odia l’impotenza di questa fase della vita, ed è proprio questo che la accomuna all’autrice Rosa Chacel, bambina precocissima, capace, come la protagonista del suo romanzo, di carpire una realtà invisibile agli occhi degli altri”.


Jenny laghi è nata a Forlì, il 21 dicembre 1980, dopo la laurea, continua il percorso universitario frequentando il secondo anno della Siss.Collabora dal dicembre 2005 con il quotidiano on-line www.romagnaoggi.it .

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