FORLI' - Scuola e carcere: due mondi a confronto

FORLI' - Scuola e carcere: due mondi a confronto

FORLI’ – E’ stato presentato lo scorso venerdì, presso l’aula Mazzini, in corso della Repubblica 88, proprio nel cuore della città, il progetto pilota “Mondo giovanile, criminalità e devianza, è possibile prevenire?”, nato in seno all’iniziativa comunitaria ‘Equal Pegaso’ che si propone di contribuire alla diffusione di processi per l’inclusione dei detenuti. “Credo che questo sia un esempio di come la città si muove in modo sensibile per trattare temi delicati e talvolta scomodi. – Ha dichiarato con orgoglio l’Assessore Comunale Liviana Zanetti – le carceri sono luoghi in cui i cittadini dovrebbero essere recuperati, ma troppo spesso non è così perché non si riflette sul fatto che dentro ci sono delle persone, uguali a noi, che hanno solamente commesso degli sbagli. Questo progetto – ha concluso – deve essere preso a modello: occorre sensibilizzare verso i problemi di chi si trova ‘dentro’ ma anche spingere chi è ‘fuori’ a non delinquere”.


L’ente Techné Forlì-Cesena ha dato vita ad ottobre 2006 al laboratorio “Voci di dentro”: un centinaio di alunni, provenienti dal Liceo Scientifico, l’I.T.C. Matteucci e l’Istituto Professionale Ruffilli di Forlì, assieme ai giovani del Gruppo Scout FO 12 e agli studenti stranieri del Centro Territoriale Permanente, si sono confrontati a distanza con i detenuti del carcere, grazie alla lettura di uno stesso testo, “Gomorra” di Roberto Saviano e alla visione del film di Spike Lee “La 25° ora”. Attraverso questi punti di partenza comuni si è portata avanti un’importante discussione su temi quali disagio minorile, giustizia penale, percorsi di vita dei detenuti e riflessione sui reati e sulle pene di coloro che oggi si trovano a scontare una condanna. Questa esperienza è confluita nella raccolta scritta della produzione emersa da tutti i partecipanti, una produzione ricca e variegata che spazia fra arte e parola, il cui frutto è una intensa pubblicazione realizzata grazie agli sforzi di tutti coloro che hanno aderito al progetto (Comune e Provincia di Forlì-Cesena; Techné, Direzione del Carcere, Associazione Con…Tatto, Scuole Superiori e Fotocineclub), che raccoglie poesie, disegni, riflessioni. Il libricino costituisce un mezzo di comunicazione con il resto della città che attraverso il “dialogo” di due mondi così distanti potrebbe cominciare a porsi delle domande sul carcere, un luogo che volentieri si cancella dalla propria memoria.


Collateralmente, presso l’ingresso del Salone Comunale è stata allestita una mostra che raccoglie le immagini più significative fatte dai Detenuti della Casa Circondariale di Forlì e che si potrà visitare fino al 9 dicembre. Questi scatti nascono grazie all’esperienza di un corso di formazione di fotografia a favore di 8 detenuti della sezione attenuata del carcere di Forlì, tenuto dall’Associazione Fotocineclub. “I ragazzi delle scuole ci hanno spinto ad unire le due esperienze – spiega Viviana Neri, Presidente dell’Associazione ‘Con…Tatto’, - perché in loro si palesava una forte curiosità di scoprire cosa si nasconde fra quelle mura”, mura di un luogo che troppo spesso è un taboo sociale. Le fotografie, realizzate con sorprendenti capacità tecniche, regalano al pubblico un quadro d’insieme degli ambienti interni alla struttura che li ospita: tra cucina, saletta ricreativa e scorci delle loro finestre sulla città i detenuti aprono uno spiraglio su di un mondo quasi sempre sconosciuto ai cittadini.


Le fotografie esposte uniscono all’uso sapiente della luce una grande sensibilità e conoscenza del micro cosmo intorno a loro. Da dentro la carcere i detenuti riflettono, attraverso le istantanee, sugli spazi angusti che li circondano, spazi quotidiani che fanno parte della loro routine. Dettagli della cucina, dove i carcerati passano buona parte del loro tempo, occhiate fuggitive al mondo che fuori li attende. Poesia, ironia e nostalgia riassumono in tre parole chiave i sentimenti che emergono dalle foto, alcune delle quali sono state utilizzate anche per realizzare un bel calendario che potrà essere acquistato, presso l’Associazione Con…Tatto, con una personale offerta libera.


La scuola e la carcere si sono incontrati e i frutti di questo “ascoltarsi a distanza” è forse il primo passo verso un futuro dove scontare la propria pena sia un modo per rieducarsi e rivalutare la vita.


Jenny Laghi



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