I Confidi hanno fatto bene ma servono più soldi

I Confidi hanno fatto bene ma servono più soldi

I Confidi hanno fatto bene ma servono più soldi

Come molti sapranno, è stata presentata nei giorni scorsi alla stampa la nuova filiale unitaria, che per la nostra provincia avrà sede a Forlì, di UNIFIDI Emilia-Romagna, il consorzio fidi unitario di CNA e Confartigianato. I confidi sono organismi senza fini di lucro a carattere associativo che si fanno garanti per le imprese associate in caso di richiesta di finanziamenti alle banche: in sostanza si tratta dello strumento per eccellenza che facilita l'accesso al credito delle piccole medie imprese.

 

Per dare un'idea della portata di questa azione è sufficiente ricordare pochi dati: i soci aderenti a UNIFIDI sono 70 mila a livello regionale e oltre 7000 nella nostra provincia; nel 2009 ad oggi sono stati istruiti e deliberati 1109 finanziamenti per un importo di oltre 72 milioni di euro (garantiti da UNIFIDI per 43 milioni). La storia delle cooperative di garanzia e dei confidi è lunga nel nostro paese, ma certo in questa fase essi ricoprono un'importanza particolare. Mese dopo mese molte piccole medie imprese si sono trovate sempre più in debito d'ossigeno: basti pensare che il 60% delle richieste riguarda operazioni a medio termine, mentre il 40% va a chi ha bisogno immediato di liquidità. UNIFIDI riveste, insieme con gli altri consorzi fidi di categoria, il ruolo di vera e propria pietra angolare nel rapporto tra imprese e banche.

 

Il ruolo delle banche, in questo meccanismo, è ambiguo: se da un lato collaborano e beneficiano enormemente del lavoro e della sicurezza garantita dai confidi, dall'altro spesso tendono ad aumentare rigidità, costi e burocrazia nei confronti delle imprese. Inoltre sono in aumento le pressioni da parte delle banche volte a far sì che i confidi assumano su di sé una parte ancora maggiore del rischio (aumentando la percentuale della garanzia richiesta).  

 

Si tratta di un atteggiamento a nostro parere non condivisibile, soprattutto se si considera che nei confidi la percentuale degli insoluti si aggira intorno al 2% su tutto il territorio nazionale (cifra che scende ulteriormente nel nostro territorio).

A sostenere maggiormente i confidi sono le Camere di commercio e le Amministrazioni locali, che nell'ultimo anno e mezzo hanno retto bene l'aumento costante di richiesta fondi. Il problema urgente è che il consistente aumento delle richieste di garanzie necessita di allargare le basi patrimoniali dei confidi, allo scopo di poter assicurare alle imprese la propria copertura. La Camera di commercio di Forlì Cesena ha già stanziato un plafond straordinario a sostegno dei confidi per il 2010, così come il Comune di Cesena; ci auguriamo che l'esempio sia seguito anche dalle altre Amministrazioni locali, già a partire dalla prossima predisposizione dei bilanci per l'anno venturo.

 

Laura Giammarchi

Responsabile provinciale Servizio credito CNA Forlì-Cesena

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -