Integrazione pubblico/privato nel trasporto persone, una risorsa per la mobilità del territorio

Integrazione pubblico/privato nel trasporto persone, una risorsa per la mobilità del territorio

Dopo mesi di complessa e difficile trattativa si è giunti ad un accordo fra i vettori privati, impegnati nei servizi di trasporto scolastico, ed i Comuni di Forlì e Cesena. Accordo che economicamente soddisfa solo in parte le aspettative delle aziende, scaturito da un confronto serrato, a volte aspro, ma dove è prevalso il senso di responsabilità delle parti impegnate nella trattativa, con un risultato che salvaguarda gli interessi di tutti.


Ancora una volta gli imprenditori privati del settore trasporto persone si sono confermati interlocutori seri e credibili per il sistema pubblico, così come peraltro dimostrato pochi giorni prima, con la firma dell’accordo sul Trasporto Pubblico Locale. Appare altresì chiaro che il confronto deve continuare nella ricerca di soluzioni condivise che contribuiscano a correggere un sistema che , diversamente, rischia di non reggere le sfide future.


Razionalizzare ed integrare il sistema dei trasporti pubblici è un requisito per ridurre l’inquinamento, decongestionare le strade, incoraggiare la crescita economica, svolgere un servizio sociale. Le risorse richieste dai servizi non potranno più essere addossate alla fiscalità generale, ma dovranno derivare da una maggiore efficienza ed incremento della produttività, attraverso politiche tariffarie, riduzione di costi operativi, aumento della velocità commerciale, ecc..


Occorre una fattiva integrazione pubblico-privato che metta in rete anche il sistema del trasporto pubblico locale non di linea e che faccia della flessibilità e del radicamento territoriale, l’elemento valoriale del trasporto pubblico extra urbano. La carenza di risorse finanziarie e la sofferenza economica dei gestori va affrontata celermente. In questi anni di collaborazione, affrontata dai vettori privati con capacità e sacrificio, l’integrazione pubblico-privato nel trasporto persone ha portato a dimostrati e consistenti risparmi “pubblici”.


Nei modelli europei più performanti esiste un mix equilibrato fra operatori pubblici e privati, un mix dove sussiste, però, anche una condizione di pari dignità.

Ribadiamo che nel prossimo futuro occorre definire puntualmente e senza alcun fraintendimento che l’Agenzia per la mobilità debba occuparsi di programmazione evitando di fare gestione di impresa. Il compito precipuo dell’Agenzia è infatti quello della programmazione e pianificazione, della valutazione degli standard qualitativi del servizio da erogare e, perché no, quello di soggetto in grado di reperire risorse pubbliche per l’adeguamento e l’ammodernamento del sistema della mobilità locale.


Se si affermerà questo fondamentale principio di chiarezza di ruoli, evitando commistioni fra i compiti del soggetto programmatore e quelli del soggetto gestore del servizio (avendo in entrambi i casi i medesimi riferimenti proprietari ed istituzionali) si ottempererà non solo a quanto prevede la normativa vigente, ma soprattutto si opererà quella effettiva e costruttiva sinergia fra pubblico – privato foriera di positivi risultati. Riteniamo quindi che l’integrazione fra vettori pubblici e privati, partendo dal concetto di pari dignità, possa contribuire a perseguire economicità nel servizi di trasporto, il tutto a parità di quantità e qualità espressa, ovviando anche alla rigidità dell’offerta pubblica.


Le nostre forme associate, e più in generale le nostre imprese per la loro conformazione, per l’organizzazione che le caratterizza, per la varietà e flessibilità del parco veicolare, per la duttilità, costituiscono un sicuro e collaudato punto di riferimento per l’utenza e le Amministrazioni locali.

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Massimo Giuseppe Argnani
presidente CRBus Forlì-Cesena

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