Lorenzo Bandini, pilota romagnolo

Lorenzo Bandini, pilota romagnolo

Domenica scorsa si è assistito ad un vero e proprio bagno di folla a Brisighella per Robert Kubica, che ha ritirato il trofeo 'Lorenzo Bandini', intitolato alla memoria del pilota romagnolo scomparso dopo un tragico incidente avvenuto nel corso del Gran Premio di Montecarlo del 1967. Ma chi era Lorenzo Bandini? E perché la città di Brisighella gli ha dedicato questo prestigioso trofeo, che viene assegnato ciclicamente al pilota rivelazione dell'anno?

 

Lorenzo Bandini è nato nel 1935 a Barce, in Libia, quando il paese era ancora una colonia italiana. Ma sin dalla sua tenera infanzia (la famiglia torna in Italia quando lui ha tre anni) vive a San Cassiano, una piccola frazione del comune di Brisighella. Dopo i duri anni della guerra, dove Bandini perde Il padre, nel 1950 si trasferisce a Milano, dove trova impiego presso l'officina di Goliardo Freddi, padre della futura moglie di Bandini, Margherita. Sarà proprio Freddi a lanciare Bandini nel mondo dei motori. Nel 1956 Bandini fa il suo debutto assoluto nelle gare automobilistiche: il suocero Freddi gli presta infatti la propria FIAT 1100 TV bicolore per partecipare alla Castell'Arquato-Vernasca. Bandini si piazza quindicesimo, buon risultato per un esordiente. Il pilota romagnolo cerca di maturare quanta più esperienza possibile, partecipando a diverse gare e vincendone pure una (la Lessolo-Alice).

 

Nel 1958 Bandini coglie il primo successo di spessore: su una Lancia Appia coupé è infatti primo della classe 2000 Gran Turismo alla Mille Miglia. Ormai lanciato, coglie negli anni a seguire ottimi risultati uno dietro l'altro (due terzi posti alla Coppa d'Oro di Sicilia, primo di categoria nella Coppa Madunina, a Innsbruck e alla Catania-Etna, primo al Trofeo Crivellari Junior e ancora un primo posto al Gran Premio della Libertà a Cuba, a bordo di una FIAT-Stanguellini), ritagliandosi ormai una certa fama. Il suo sogno è l'approdo in Formula 1 e, nel 1961, dopo aver vinto la Coppa Junior a Monza, spera nella chiamata della Ferrari, che ha nel frattempo annunciato di voler mettere a disposizione di un giovane emergente una propria vettura. La scelta cade però su un altra stella nascente dell'automobilismo italiano, Giancarlo Baghetti.

 

L'esordio in Formula 1 sembra rimandato, ma Mimmo Dei, patron della Scuderia Centro-Sud, ha notato Bandini e gli offre un contratto per la stagione 1961. Il debutto ha luogo il 18 giugno al Gran Premio del Belgio e la gara si conclude dopo 20 giri a causa di un guasto. La stagione è in effetti sterile di risultati (Bandini non colleziona neanche un punto, vedendo la bandiera a scacchi solo in Gran Bretagna e in Italia), ma le doti del giovane pilota romagnolo sono ormai palesi. A dicembre il suo sogno si realizza: Enzo Ferrari gli propone, infatti, un contratto per la stagione 1962.

 

Il 1962 è una stagione deludente per la Ferrari, che soffre la potenza delle case motoristiche britanniche (BRM, Lotus e Cooper su tutte). Bandini fa il suo esordio il 3 giugno a Monaco e coglie subito uno splendido terzo posto dietro a Bruce McLaren e Phil Hill. La Ferrari però lesina ad utilizzarlo: Bandini torna in pista solo in Germania (ritirato) e Italia (ottavo) e alla fine è dodicesimo in classifica con 4 punti.

 

Anche l'anno seguente non è il massimo. Bandini esordisce solo al quarto gran premio della stagione (decimo posto in Francia) e non va oltre il quinto posto, conquistato in tre occasioni (Gran Bretagna, USA e Sudafrica). A fine stagione è decimo in classifica con 6 punti.

Il 1963 non è però del tutto un anno da dimenticare: i piazzamenti nelle gare ufficiali, uniti alla splendida affermazione alla 24 Ore di Le Mans (con Ludovico Scarfiotti) e ad altri risultati in gare non incluse nel calendario di F1 fanno di Bandini il "Campione Italiano Assoluto" dell'anno. La stagione, tutto sommato buona, conferma Bandini in Ferrari nel 1964. Sarà un anno da incorniciare per il pilota romagnolo, che torna sul podio in Germania, dopo il quinto posto in Gran Bretagna, e vince, il 23 agosto la sua prima (e unica) gara di Formula 1: è il Gran Premio d'Austria a Zeltweg, che Bandini si aggiudica precedendo di 6,18 secondi Richie Ginther su BRM. Il terzo posto in Italia fa da antifona all'ulteriore podio conquistato nell'ultima gara, in Messico. Qui Bandini è nuovamente terzo, dopo aver dato un valido contribuito al compagno di scuderia John Surtees, avendo tenuto dietro per diversi giri il diretto rivale di quest'ultimo per la conquista del titolo, Graham Hill. Surtees vince il titolo e la Ferrari può ringraziare anche Bandini, che si classifica quarto con ben 23 punti.

 

Il '67 doveva essere il suo anno, quello buono per il titolo iridato, ma all'81° giro del GP di Montecarlo la fortuna gli voltò nuovamente le spalle. In modo definitivo. Esattamente il10 maggio, quando Lorenzo Bandini cessò di vivere nel nosocomio di Montecarlo, dov'era ricoverato dallo schianto avvenuto tre giorni prima alla chicane del porto di Montecarlo.

Aveva 31 anni. A Montecarlo, nel '67, è determinato a vincere. Può farcela. Al via, scatta subito in testa non accorgendosi che alle sue spalle Brabham inonda la pista di olio per la rottura del motore: lo vedono tutti tranne lui, che è appunto davanti, e che su quell'olio finirà nel giro successivo perdendo la leadership.

 

Bandini riprende con più rabbia e compie sorpassi su sorpassi. È 2° quando mancano 19 giri alla fine: esce dal tunnel, imbocca la chicane, ma invece di uscirne, sbatte violentemente contro una balla di paglia: la macchina si capovolge, prende fuoco, imprigionando il pilota in una gabbia rovente.

 

La monoposto del ferrarista verrà trovata in 5° marcia quando invece avrebbe dovuto essere in 3°: la tesi più accreditata sarà quindi quella della stanchezza del milanese, che aveva dato il massimo e forse anche di più. La reazione di sua moglie Margherita fu di un dolore composto, forse per rispettare la volontà di Lorenzo, che tante volte aveva ammonito: «In caso di incidenti, non fate drammi».

 

Fonti: www.wikiepdia.it e www.formula1news.it

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