Occhiali 3D al cinema, ci sono rischi per la salute?

Occhiali 3D al cinema, ci sono rischi per la salute?

Il successo di Avatar in 3D nelle sale cinematografiche ha sancito una nuova era, quella del cinema tridimensionale. Per una visione quanto più realistica gli spettatori indossano occhialini distribuiti presso le sale cinematografiche. Su di essi si è concentrata l'attenzione delle Associazioni dei consumatori e del Ministero della Salute per valutare rischi per la salute dei nostri occhi. Questi ultimi corrono davvero pericoli? Tra uno spettacolo e l'altro gli occhiali vengono puliti? E come? Va detto subito che gli occhiali usati e non adeguatamente disinfettati possono trasmettere infezioni e parassiti.

 

Tanto che il Ministero della Salute ne ha già predisposto il sequestro di migliaia di esemplari privi di etichettatura CE, anche se non esiste una procedura standard considerata ottimale per la disinfezione. Ogni gestore fa quel che ritiene opportuno: spruzzare gli occhiali con spray anti-batterico, distribuire salviette battericide monouso che possono essere utilizzate dallo spettatore stesso. Alternative? Usare occhiali usa e getta (scelta anti-ecologica), oppure acquistarli pensando ad un futuro in cui i film saranno sempre di più prodotti con questa tecnologia. Recentemente, il Consiglio Superiore di Sanità ha rilevato che dalla letteratura scientifica non emergono elementi probanti l'ipotesi che durante la visione stereoscopica di un filmato l'occhio ed il cervello siano costretti ad elaborare informazioni in modo innaturale, e neppure emergono risultati di ricerche che lo confermino.

 

Quindi, al momento, non sussistono controindicazioni cliniche all'utilizzo degli occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici purchè condizionato a moderati tempi di visione. Tuttavia qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili, può insorgere in soggetti in tenera età, perché la visione binoculare è ancora non presente o non del tutto consolidata, ma anche perché possono essere affetti da strabismo o ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno). Di conseguenza è bene garantire l'informazione agli spettatori che l'utilizzo di occhiali 3D è controindicato per i bambini al di sotto dei sei anni di età, ma anche per gli adulti l'utilizzo va limitato nel tempo, per una durata complessiva non superiore a quella di un singolo spettacolo. In merito alla trasmissione di infezioni batteriche e virali, derivanti dall'utilizzazione inadeguata degli occhiali 3D, il Consiglio ha espresso parere che debba essere garantito agli spettatori l'utilizzo con fornitura di tipo monouso, riservandosi di adottare ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari.

 

Marco Monti e Massimo Vasumi

Ottici optometristi

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