Osservatorio Cna: aumentano le aziende artigiane avviate da immigrati

Osservatorio Cna: aumentano le aziende artigiane avviate da immigrati

Oggi sono ben 542 i lavoratori stranieri associati alla CNA, “messisi in proprio” in vari settori. Mi riferisco principalmente alle costruzioni, al manifatturiero, al commercio e ai trasporti. Ma è in sviluppo anche il settore dei servizi, dalle telecomunicazioni ai servizi alla persona. I dati indicano una maggioranza di neo-imprenditori albanesi (il 25,5%), cinesi (14,6%), rumeni (11,4%), tunisini (7,6%). Queste esperienze sono seguite, con grande interesse e partecipazione, dalla nostra Confederazione (tramite CNA Imprenditori Stranieri), poiché sono segno d’una buona integrazione e di una forte volontà di lavoro da parte di immigrati. Per dare un quadro della situazione, la maggior parte degli imprenditori provenienti dall’area balcanica si occupa di edilizia, gli asiatici di manifatture tessili mentre gli immigrati africani operano principalmente nel settore metalmeccanico.


Cosa chiediamo in materia di politiche dell’immigrazione? C’è la necessità di gestire il problema di un alloggio dignitoso e predisporre servizi d’accoglienza e integrazione. In questo ambito enti ed istituzioni cominciano ad investire. Come, nel caso, a Forlì, della Società per l’affitto, grazie al contributo di vari enti locali, della Fondazione Cassa dei Risparmi e di gran parte delle Associazioni di categoria, compresa la CNA. Partecipiamo insieme ad altri partner istituzionali a progetti che hanno come obiettivo l’integrazione, l’avvio all’autoimprenditorialità, l’alfabetizzazione. Tramite lo sportello CNA World, a seguito dell’accordo siglato con il Viminale dal nostro patronato Epasa (di concerto con le altre associazioni di rappresentanza delle imprese), gestiamo le domande relative ai permessi di soggiorno, liberando in tal modo le questure.


E poi … vorremmo che ci fosse meno chiusura, da parte delle banche, se non proprio discriminazione, nei confronti di questi imprenditori. E’ comprensibile che anche gli istituti di credito tendano ad ottenere le migliori condizioni per loro stessi, ma non può essere questo l’unico criterio. In altri paesi fanno testo non solo le garanzie bancarie, ma anche la solidità delle piccole aziende ed è anche premiata la progettualità. Insomma, in uno scenario moderno, gli imprenditori non debbono essere i soli soggetti a rischiare.


Daniele Vallicelli

Responsabile CNA Imprenditori Stranieri

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