Pasqua, la ricetta del week-end

Pasqua, la ricetta del week-end

Le tradizioni entrano a far parte della nostra cultura e si perpetuano nel tempo, ma molto spesso non sappiamo nemmeno il perché di certe usanze che noi stessi contribuiamo a mantenere intatte.


A Pasqua su tutte le tavole degli italiani si mangia l'agnello ed anche in Romagna è usanza assai diffusa. Ma perché? La consuetudine deriva da un fatto storico-religioso che riportiamo dal libro dell' Esodo tratto dal Vecchio Testamento:

"Il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d`Egitto: Questo mese sarà per voi l`inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell`anno.Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l`agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell`anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l`assemblea della comunità d`Israele lo immolerà al tramonto. Preso un pò del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull`architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell`acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E` la pasqua del Signore! 12 In quella notte io passerò per il paese d`Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d`Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell`Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d`Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne".

L'AGNELLO ALL'ARETINA DI PELLEGRINO ARTUSI

Anche l'Artusi nel suo celebre libro "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" riporta una ricetta tipica della Romagna per la preparazione del tradizionale agnello Pasquale.

"L'agnello comincia ad esser buono in dicembre, e per Pasqua o è cominciata o sta per cominciare la sua decadenza.
Prendete un cosciotto o un quarto d'agnello, conditelo con sale, pepe, olio e un gocciolo d'aceto. Bucatelo qua e là colla punta di un coltello e lasciatelo in questo guazzo per diverse ore. Infilatelo nello spiede e con un ramoscello di ramerino ungetelo spesso fino a cottura con questo liquido, il quale serve a levare all'agnello il sito di stalla, se temete che l'abbia, e a dargli un gusto non disgradevole.
Piacendovi più pronunziato l'odore del ramerino potete steccare il pezzo con alcune ciocche del medesimo, levandole prima di mandarlo in tavola".

Una ricetta romagnola contemporanea di Maria Gardini:

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Comprate due o tre costolette d'agnello per persona. Rosolatele in padella con olio d'oliva. Preparate un composto con uovo sbattuto, parmigiano, sale e pepe. Versate la miscela nella padella assieme alle costolette e cuocere per qualche secondo finché non si rapprendono. E' una ricetta facile, gustosa e decisamente veloce!


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