Romagnoli celebri: Evangelista Torricelli

Romagnoli celebri: Evangelista Torricelli

Romagnoli celebri: Evangelista Torricelli

Ricorre nel 2010 il 402esimo anniversario della nascita, infatti la città di Faenza che nel 1608, ha organizzato una serie di incontri e conferenze che si protrarranno fino all'anno prossimo. Evangelista Torricelli, nato a Roma da genitori romagnoli e vissuto sin dalla più tenere infanzia a Faenza con i nonni materni, è uno dei maggiori matematici e fisici di tutti i tempi.

Frequentò tra il 1624 e il 1625 la scuola dei Gesuiti dove fu iniziato agli studi di matematica, che approfondì studiando a Roma sotto la guida di Benedetto Castelli (1577-1644), padre benedettino, rinomato professore di matematica ed idraulica al Collegio della Sapienza, e illustre discepolo di Galileo.

Alla storia è passato, oltre che per aver inventato un prezioso strumento come il barometro, per la sua relazione diretta con Galielo Galilei, al quale scrisse una lettere l'11 settembre del 1632
per presentarsi e dimostrargli la sua ammirazione, in quanto cultore di astronomia e di matematica. Il vivere da vicino le vicende del processo a Galileo indusse, però, Torricelli a dedicarsi più strettamente alla matematica nonostante padroneggiasse gli strumenti teorici e fosse un abile costruttore di cannocchiali.

Negli anni dal 1632 al 1641 egli lavorò e studiò a Roma con padre Castelli e poi divenne segretario di Giovanni Battista Ciampoli, un alto prelato e intellettuale devoto a Galileo, che Torricelli seguì nei suoi incarichi governativi nelle Marche e nell'Umbria. Nel 1641 Castelli presentò a Galileo, nel suo ritiro ad Arcetri, il manoscritto dell'opera di Torricelli dal titolo "De motu gravium" suggerendogli di impiegarlo come discepolo e assistente. Così fu e il 10 ottobre 1641 Torricelli divenne assistente di Galileo, assieme a Vincenzo Viviani, e su domanda e insistenza di Galilei si trasferì nella sua abitazione.

Galileo morì pochi mesi dopo (8 gennaio 1642). Alla sua morte, il Granduca Ferdinando II de' Medici nominò Torricelli suo successore come matematico della corte e divenne professore di matematica presso l'Accademia fiorentina.

Oltre all'attività di matematico e studioso di Geometria, nel corso della quale elaborò diversi importanti teoremi e anticipò il Calcolo infinitesimale, egli si dedicò alla Fisica, studiando il moto dei gravi e dei fluidi e approfondendo l'Ottica. Possedeva un laboratorio nel quale realizzava lenti e telescopi di sua fabbricazione. Purtroppo, a causa della sua prematura scomparsa, non conosciamo i particolari del processo originale di lavorazione, poiché lo scienziato lo aveva coperto da segreto.

Egli si dedicò anche allo studio dei fluidi, giungendo ad inventare il barometro a mercurio chiamato "tubo di Torricelli" o "tubo da vuoto di Torricelli" prima della fine del 1600. Nello stesso 1644 pubblicò l'opera in tre parti dal titolo "Opera geometrica", della quale "De motu gravium" costituisce la seconda parte.

Torricelli morì a Firenze a soli 39 anni, pochi giorni dopo aver contratto probabilmente febbre tifoidea, e venne sepolto nella basilica di San Lorenzo.

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