Romagnoli celebri: l'attrice Dina Sassoli

Romagnoli celebri: l'attrice Dina Sassoli

Si sono celebrati a Roma, lo scorso 25 marzo i funerali di Dina Sassoli l'attrice riminese che conquistò il grande pubblico con l'intrepretazione di Lucia Mondella, nella prima edizione dei Promessi Sposi del 1941 firmata Mario Camerini, accanto a Gino Cervi nel ruolo di Renzo, Ruggero Ruggeri, Evi Maltagliati e Carlo Ninchi.


La sua vita fu consacrata al cinema: dopo aver vinto, nel 1938, il concorso promosso dall’Azienda di soggiorno di Rimini e dalla rivista, la Sassoli, scelta dalla giuria, partì per Roma, dove ebbe inizio la sua carriera al Cinecittà. Nacque in Romagna, nella città di Rimini, il agosto del 1920 e a soli 19 anni, nel 1939 fa la sua prima apparizione sul grande schermo nel film "Papà Lebonnard" di Jean De Limur. Nel breve periodo di auge che ebbbero in quegli anni i melodrammi romantici e le commedie sofisticate di ambiente genericamente altoborghese, definite anche "cinema dei telefoni bianchi" la Sassoli ne divenne una vera e propria diva. Circa 50 sono i film girati dalla riminese illustre, fra i quali spiccano "La morte civile" di Poggioli e «Colpi di timone» con Gilberto Govi intorno al '42. Anche la sua vita sentimentale sembrava essere perfettamente idonea con il suo personaggio: a 22 anni sposa un giovane giornalista antifascista ricercato dalla polizia, un tragico amore che la portò a rinunciare qualche anno al cinema. Rimasta sola, l'attrice ebbe un'altra storia sentimentale con Massimo Serato, interrotta bruscamente con l'ingresso di Anna Magnani nella vita dell'attore. Intorno al '45 ricompare sul grande schermo in "Due lettere anonime", "Nessuno torna indietro" con Vittorio De Sica e "Un giorno nella vita" con Massimo Girotti e Amedeo Nazzari, diretti da Alessandro Blasetti.


Alla fine della gurra approda al teatro e gira l'Europa con le più importanti compagnie dell'epoca da "Kean" con Gassman a la "Proclemer" al Cyrano di Bergerac con Gino Cervi. Dina Sassoli, durante questo periodo divide la sua vita Roma e Parigi, maggiori capitali culturali dell'epoca, e mantiene contatti con l'amica di sempre Mariella Lotti, anche lei diva dei telefoni bianchi, la scrittrice Alba De Cespedes, l'accademico di Francia Marceau e Sofia Loren. In un'intervista con Monica Repetto nel 1995 ricordava "Accettai anche la scrittura di Emidio Paone per 'Cyrano De Bergerac', e da allora partii per il teatro, era un gran bel giocattolo... la tournée era una festa, non come il cinema. Fu un'esperienza quasi goliardica, dopo lunghi momenti di silenzio, perché allora il palcoscenico rappresentava una cosa totalmente staccata dalla politica. Noi ci accontentavamo di un po' di libertà e un po' di soldi. Per il resto la vita scorreva. Io abitavo a Piazza del Popolo, andavo a comprare le patate al Prenestino schivando qualche mitragliata. La notte dello sbarco di Anzio dal terrazzo vedemmo le luminarie sul mare, c'era un'atmosfera incredibile".

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E' ricordata dal pubblico anche per le interpretazione di "Mercoledì delle ceneri" di Larry Peerce con la Taylor e Henry Fonda, "L'Agnese va a morire" di Giuliano Montaldo e "Voltati Eugenio" di Luigi Comencini. Tra i suoi lavori teatrali da ricordare "Il sogno di OblomovW con Bonacelli e "Zio Vania" di Gabriele Lavia.

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