Scoprire la Romagna: Forlimpopoli

Scoprire la Romagna: Forlimpopoli

Scoprire la Romagna: Forlimpopoli

Forlimpopoli è una meta ideale durante questo periodo perchè protagonista di uno degli eventi gastronimici più importanti (dal 20 al 28 giugno prossimi), non solo a livello locale ma anche nazionale: le Feste Artusiane, dove potrete degustare cibi, vini e prodotti locali e visitare il piccolo borgo, che si trova nel cuore della Romagna, a pochi chilometri dalla città di Forlì, proprio lungo la via Emilia.

 

Il territorio su cui si estende Forlimpopoli fu abitato sin dal paleolitico inferiore, come testimoniano alcuni manufatti di selce trovati in anni recenti. In epoca protostorica fu percorso e abitato da genti dell’età del bronzo e successivamente sia dagli Umbri, che scendevano dall’Appennino, sia dai Galli provenienti dalla Pianura Padana. Il nome di Forlimpopoli è di chiara origine romana (Forum Popili) e deriva molto probabilmente da quello del console Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città nel 132 a.C. Nel territorio forlimpopolese sono ancora oggi visibili tracce di tre successive centuriazioni, che testimoniano l’opera di bonifica agraria e di colonizzazione della pianura da parte dei Romani; certamente l’antica via Emilia costituiva l’asse fondamentale del reticolato urbano della città romana. Nei secoli XV e XVI Forlimpopoli fu posseduta da diversi signori, tra i quali Caterina Sforza e Cesare Borgia. Nel 1535 la città fu concessa dal Papa, come feudo perpetuo, ad Antonello Zampeschi, alla cui morte successe Brunoro II Zampeschi, che divenne un valoroso condottiero al servizio di Venezia, del papa, del Duca di Savoia e del re di Francia.
Dal 1592 la Rocca passò ai principi Savelli, eredi degli Zampeschi, e quindi al cardinale Capponi.


Dopo la parentesi napoleonica, Forlimpopoli tornò sotto il governo pontificio. Durante il Risorgimento la cittadina partecipò attivamente ai moti liberali, in particolare a quelli del 1831. Nel 1851 fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime della rapina anche il padre di Pellegrino Artusi, futuro autore dell’opera "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene".


Alla fine dell’Ottocento fu istituita una Scuola Magistrale nella quale studiò e si diplomò il giovane Benito Mussolini. Durante la seconda guerra mondiale Forlimpopoli fu gravemente danneggiata dal passaggio del fronte e diversi suoi abitanti parteciparono alla Resistenza, fino alla liberazione della città, avvenuta il 25 ottobre dell’anno 1944.

 

Il centro storico della città si presenta oggi racchiuso entro la cerchia delle mura urbane, risalenti al Medioevo, delle quali si sono conservati solo brevi tratti. Stradine strette e vicoli in pietra dimostrano l'originale struttura medivale della cittadina, il cui cuore è costituito dalla Piazza Garibaldi, sulla quale si affaccia la Rocca, sede del Municipio, e dalla quale si diramano le vie principali. Nel centro di Forlimpopoli si sono conservate piazzette caratteristiche, come la "Piazzetta ad Bartarëli" che nel passato, oltre a costituire luoghi di incontro, svolgevano funzioni di servizio per abbeverare i cavalli e per il lavaggio delle carrozze.

 

Gli edifici che si affacciano sulle strade, a volte con porticati, sono stati in gran parte rimaneggiati a partire dalla fine del secolo XVIII. Si tratta di edifici in prevalenza a schiera, spesso dotati anche di cortili o aree un tempo adibite ad orti.Non mancano, soprattutto attorno alle piazze e lungo le vie principali, palazzi signorili che hanno conservato pregevoli caratteristiche architettoniche settecentesche e ottocentesche e anche alcune tracce di strutture più antiche. Su Piazza Garibaldi si affacciano il Palazzo Ginanni, il Palazzo della Torre, e quello che nell’Ottocento era chiamato Fabbrica Nuova, ora edificio della Cassa dei Risparmi di Forlì che fu sede del Municipio fino al 1975. Lungo Via Saffi, antico Borgo Maestro della città, sono gli edifici più interessanti: il Palazzo degli Zampeschi (al n. 58/60), quello del musicista Marco Uccellini (al n. 21) e quello delle famiglie Mignani Lolli (al n. 104), nel quale è una sala decorata da Filippo Bibiena.

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Nel centro del paese, poi, si erge maestosa la Rocca, una delle più belle di Romagna. Essa rappresenta il cuore della cittadina, adagiata nella pianura: fu il cardinale Albornoz, intorno al 1303 ad edificare la Rocca, dopo aver raso al suolo il paese. Successivamente potenziata e completata, la Rocca è tutt'ora il baricentro della cittadina, che si dipana nella cerchia urbana medioevale. Ospita gli uffici del Municipio, il Museo Archeologico Civico ed il Teatro Verdi.

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