Scoprire la Romagna: Meldola

Scoprire la Romagna: Meldola

Per questo week-end vi suggeriamo una bella passeggiata in una vallata del Forlivese. Meldola è una piccola città che si erge sulle colline forlivesi, il suo territorio risulta frequentato sin da tempi molto antichi, certi toponimi ancora in uso nel Medioevo fanno infatti pensare alla presenza di genti etrusche. L'abbondanza delle risorse idriche che ha sempre caratterizzato la valle del Bidente dove si colloca la città, ha permesso l'insediamento in zona già in epoca romana: proprio a questo popolo Meldola deve la costruzione di quello che probabilmente fu una delle opere edili più importanti in Romagna in quel periodo, ovvero l'acquedotto che riforniva il porto militare romano di Classe.

 

Il periodo medievale vede fu caratterizzato dalla presenza di un castello che dominava l'abitato di Meldola, nome col quale la città venne chiamata per la prima volta intorno all'anno mille, quando fu, con tutta probabilità, costruito il castello che ci rimanda al periodo dell'interesse papale per questo centro poi passato ai Malatesta Cesenati e successivamente a casati legati alla Santa Sede che hanno "gestito" il grande feudo famoso per i suoi mercati, in particolare per quello della seta rimasto vivo fino ai primi decenni del Novecento, fino all'arrivo dei napoleonici. Nel 1815, in seguito alla restaurazione pontificia, Meldola fu nuovamente dominata dalle vecchie casate legate al papato, fino all'annessione al Regno d'Italia. Oggi è una cittadina prospera, ricca di attività commerciali ed imprenditoriali.

Per godere di una passeggiata Meldola è un luogo ideale. Numerosi sono infatti i luoghi di interesse storico culturale che si uniscono al piacere di un caffè e ad un pò di shopping nei negozietti del centro.

 

La Rocca è uno dei monumenti più suggestivi: sorge su uno sperone di roccia che domina il borgo dall'alto. Probabilmente risalente all' anno 1000 è stata teatro di dominazione dei Montefeltro prima, degli Ordelaffi e dei Malatesta poi. Baluardo militare, venne convertita a residenza privata da Leonello Pio da Carpi. Tuttora è oggetto di un lento restauro. Da vedere anche la Rocca delle Camminate, bastione difensivo e di avvistamento sito nella omonima frazione a pochi chilometri dal Comune di Meldola. Edificato sulle ceneri di un precedente avamposto militare deve l'aspetto originario da chi lo ricostruì nel 1929.

 

Il Castello di Teodorano sorge fuori Meldola, nella frazione di Teodorano ed è il classico esempio di borgo fortificato, dotato di imponenti e resistenti mura che proteggono la chiesa e la piazza del piccolo centro. Della originaria costruzione conquecentesca rimangono la torre civica e parte delle mura in quanto Teodorano venne rasa al suolo per esplicito volere di Cesare Borgia. Di certo interesse il ponte dei Veneziani che collega l'abitato con l'antico sito

 

  di S. Domenico sede del Cimitero Comunale e con le provinciali che portano da una parte a Teodorano e dall'altra a Fratta Terme, era certamente già esistente prima del 1503. I veneziani, durante la loro breve dominazione su Meldola, durata dal 1503 al 1509, lo ricostruirono. Gravemente danneggiato durante la II Guerra Mondiale venne ricostruito allargandone la sede stradale.

 

Per gli appassionati di architettura da non perdere la Chiesa della Madonna del Sasso, una delle chiese più antiche di Meldola. Tuttora sconsacrata la chiesa risale al 1523 e presenta una facciata minimalista e scarna ma elegante nel complesso. Oggi, ormai sconsacrata, è sede del Museo di Ecologia. Anche la Chiesa di S. Cosimo merita di essere visitata: al suo interno si trovano le opere d'arte che appartenevano alla chiesa del Convento di S.Domenico: l'organo, i confessionali, il coro ed un bel Crocefisso ligneo.

 

Vista l'importanza che ha ricoperto il commercio della seta per tutta l'area del meldolese è stato allestito in via Roma, Il Museo del baco da seta, dedicato al grande filandiere meldolese Ciro Ronchi.

Anche chi ama la natura troverà un prezioso gioiello da visitare nei pressi di Meldola: il bosco di Scardavilla, una riserva naturale che si estende ai piedi del monastero di Scardavilla restaurato intorno agli anni '40. Il bosco rappresenta il relitto più significativo nel Forlivese, di tipi di vegetazione legati ai suoli ghiaiosi e sabbiosi decalcificati di paleoconoide postglaciale. Si tratta di una fascia discontinua che comprende, tra le altre aree protette regionali, i Boschi di Carrega nel Parmense ed il Bosco della Frattona nell'Imolese. Il manto forestale, per quanto semplificato e poco esteso è ben riconducibile ad un querceto acidofilo di cerro e rovere con carpino bianco e farnia. E' possibile prenotare visite guidate o fare una passeggiata da soli, aiutandosi con i cartelli didattici.

 

Curiosità: Meldola ha dato i natali a Felice Orsini. Nacque nel 1819 nel palazzo del Principe; frequentò l'università di Bologna e si iscrisse alla Giovine Italia. Nel 1844 fu arrestato e segregato prima a S.Leo e poi a Roma. Amnistiato nel 1846, fu inviato, nel 1849, dai triunviri della Repubblica Romana ad Ancona, ove fu benemerito della giustizia. Si distaccò poi dalle idee del Mazzini che giudicava "un imbelle idealista". Il 14 gennaio 1858 attentò alla vita di Napoleone III. Fu decapitato a Parigi il 13 Marzo 1858.

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