Candore e volgarità: arriva al cinema ''Grande, grosso e... Verdone''

Candore e volgarità: arriva al cinema ''Grande, grosso e... Verdone''

Carlo Verdone torna al cinema con la sua ultima commedia; che si annuncia già come uno straordinario successo ancor prima di essere distribuita nelle oltre 800 sale in cui verrà proiettata. "E' stata un'avventura complicata, non e' stato semplice rientrare nello spirito di quei personaggi e rapportarli alla realta' attuale – ha spiegato Verdone presentato il film ''grande grosso e... Verdone'' -. Ma e' stato davvero divertente, e sono contento di aver dato ascolto alle 1371 e-mail che mi chiedevano di realizzare ancora una volta un film con le mie maschere piu' famose".


Con questo film l’attore e regista romano ritorna al cinema ad episodi: e lo fa in modo copioso dal 7 marzo con la pellicola distribuita da Filmauro in 835 copie. "Ero molto indeciso, onestamente, perche' credevo di aver chiuso con i personaggi della mia galleria storica con ''Viaggi di nozze'', nel '95 - dice Verdone - ma anche confrontandomi con il mio produttore Aurelio De Laurentiis ho capito che sarebbe stato giusto riprovare, magari aggiornando all'oggi le caratteristiche dei tre personaggi piu' riusciti della mia carriera: non piu' tre episodi ad incastro, ma tre mini-film che vivono di vita propria, uniti pero' dal comun denominatore del candore contrapposto alla volgarita' dei nostri tempi".


“VOLEVO DIVENTARE UN MEDICO” - Volevo diventare un bravo medico di famiglia, ma mi facevano troppa ansia le foto sui libri di anatomia. Oggi sto ore al telefono con gli amici: mi raccontano i loro acciacchi e io prescrivo le cure. E' il mio passatempo preferito quando sono a casa". Cosi' Carlo Verdone in un'intervista a "Grazia", il settimanale diretto da Vera Montanari.


L'attore rivela al settimanale di avere sconfitto, dopo tanto tempo, l'ansia che da sempre lo affliggeva: "L'ansia prima o poi si logora, si sfinisce da sola, molla. E' stata una lotta lunga tutta la vita: o me o lei. Ho vinto io". Anche se poi aggiusta il tiro: "Dall'ansia non si guarisce mai: ti lascia una certa ipersensibilita'. Un bisogno cronico di occuparti del mondo".


Oggi pero' per Verdone tutto e' cambiato: "Oggi non inseguo piu' i fantasmi, mi preoccupano solo le cose serie. Tipo il futuro dei miei figli, quello che riusciranno a fare nella vita, la loro felicita'. Sono cosi' belli e bravi oggi. Io e mia moglie ne siamo orgogliosi". L'attore confessa poi di amare la solitudine: "Niente amore. Ci ho provato, non ci provo piu'. E' troppo difficile. Dovrei trovare una persona come me: piu' o meno la mia eta', un matrimonio alle spalle, figli... Solo una donna cosi' potrebbe tollerare il fatto che io, per la maggior parte del tempo, non ci sono. Ho la testa nei miei affetti, nel mio lavoro, nella mia vita fin qui. Credo che se trovassi una donna in grado di accettarlo, saprei darle moltissimo, potrei anche ricominciare ad amare. Per ora il lavoro arriva sempre prima di tutto".

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Carlo Verdone e' abituato a far ridere la gente. Ma quali sono le cose che fanno ridere lui? "Le persone che credono di essere forti e sono solo patetiche. Certe serate con gli amici le passo ridendo. Racconto una persona che ho incontrato, un tic che ho visto... Non faccio l'attore, sono io e sono sincero: riesco a far ridere tutti solo quando mi diverto davvero. Se no non ci provo neppure. Sto da solo e sto bene cosi'". Infine, a Grazia un riassunto del Verdone-pensiero: "Non sono per niente attaccato alle cose che ho. Anche perche' la mia casa e' il mio unico lusso. Per il resto vivo davvero con poco, non compro niente. Sono un vero comunista".

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