Cinema, Elio Germano di nuovo sul grande schermo con ''Nessuna qualità agli eroi''

Cinema, Elio Germano di nuovo sul grande schermo con ''Nessuna qualità agli eroi''

Arriva nelle sale venerdì “Nessuna qualità agli eroi”, di Paolo Franchi. Il protagonista, il 28enne romano, Elio Germano definisce la sua parte nella pellicola “una benedizione per un attore”. Questa rivelazione del cinema italiano lavora senza sosta: "Non faccio questo tipo di film per avere un'altra arma rispetto alla bellezza di altri colleghi: anzi, sono scelte che pago per primo. Di certo, non sono abituato a portare avanti la mia persona, ma il personaggio".


Al cinema nel week end anche con “Tutta la vita davanti”, di Paolo Virzì, da poco lo abbiamo visto nei panni di Marco Baldini, con “Il mattino ha l’oro in bocca” di Francesco Patierno. Germano sta attualmente lavorando sul set del nuovo film di Salvatores, “Come Dio Comanda” e lo vedremo ancora sugli schermi con “Il passato è una terra straniera”, per la regia di Daniele Vicari. “Sono estraneo alle logiche di successo – afferma l’attore - anche perché non so capire a priori quale film andrà bene al botteghino e quale no: pensate che ‘Mio fratello è figlio unico’, con cui ho vinto dei premi, non lo volevo fare”.


La storia narrata in “Nessuna qualità agli eroi”, vede Luca (Germano), figlio dell’usuraio nelle mani del quale è finito il coprotagonista Bruno Ledeaux (Bruno Todeschini). “Il mio Luca è tormentato - prosegue Germano - si rifà alla storia del teatro e della letteratura, da Edipo Re a Shakespeare e Dostoevskji: un personaggio così dimostra che il cinema non è solo un modo per apparire o per far guadagnare qualcuno”.

D’accordo anche il regista Franchi: “Difficile fare cinema così in Italia, e non solo. Al centro del film sta anche un discorso sull'arte e sul potere dell'arte, a cui bisogna ribellarsi. Mi sono ispirato all'informale materica, Burri per intenderci: disgregazione e combustione, come i personaggi del film che si lacerano”.

Questo film, così sentito dai protagonisti e dal regista, alla Mostra del Cinema di Venezia ha raccolto solo stroncature dalla critica. A questo proposito Franchi commenta, spiegando il film: “Non esiste più la critica, ora sui giornali è solo colore. Nessun gesto ha senso, né perdonare né uccidere: è un nichilismo respingente. Mi hanno accusato di freddezza perché la mia è sofferenza vera e perciò raccontata con pudore”.

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