Colin Farrel a Roma: "Alexander mi ha distrutto"

Colin Farrel a Roma: "Alexander mi ha distrutto"

Colin Farrel a Roma: "Alexander mi ha distrutto"

Grande successo per l'arrivo nella Capitale di Colin Farrel, ormai inserito di diritto nella categoria 'belli e dannati'. Al Festival di Roma ha presentato il film "Pride and Glory", che parla della corruzione dei poliziotti. "Ho fatto il soldato, il poliziotto, il magistrato, i servizi segreti. Basta con questi personaggi - ha affermato Farrel - E poi le armi non mi piacciono". Altra confessione in conferenza stampa: "Il film Alexander mi ha distrutto".

 

Nella pellicola presentata a Roma appare una terribile scena in cui l'attore, che interpreta il poliziotto Jimmy, minaccia di ustionare un neonato con il ferro da stiro. La battuta non si gfa attendere: "Vuol dire che non aprirò un asilo. Ma no, no, è che purtroppo, quella scena è fondamentale per far capire lo stato d'animo del personaggio che interpreto. E' un uomo arrivato alla fine".

 

Sulle voci spesso insistenti dell'altro interprete, Edward Norton, definito non facile sul set, farrel ironizza: "Oh, grazie per la domanda, peccato che non possa rispondere lui..". A questo punto interviene il regista O'Connor. "Ci sono stati momenti in cui avrei voluto torcergli il collo - ha raccontato ridendo - ma questo succede perché è un grande interprete, un perfezionista anche se a volte, ci ha fatto diventare pazzi. Però in qualsiasi momento lo chiami, è pronto a girare. Quindi un ottimo professionista".

 

 

Arriva anche il racconto dell'interpretazione di Alessandro Magno: "Alexander di Oliver Stone mi ha rovinato: non è stato accolto bene, e mi ha avvolto in una nube di paura. Ci sono voluti due anni per venirne fuori. Per mesi ho letto le critiche negative di 'Alexander', le ho lette tutte, a tal punto che ne avrei potuto scrivere una pessima pure io. Forse già prima di 'Alexander' avevo perso l'innocenza e la purezza che mi aveva accompagnato dagli esordi: non avevo più quella magia, sostituita dal dubbio e la paura. Ero caduto nella trappola più pericolosa del nostro mestiere, ovvero identificarmi totalmente con il mio lavoro, ritrovandomi senza alcuna vita privata. Non mi lamento, ma la lezione di 'Alexander' mi ha spinto a trovare spazi miei: se sto lontano dal set per quattro mesi, oggi so che non muore nessuno".

 

"Insomma la pellicola di Stone è stata una sorta di purificazione - ha concluso - una lezione importante. Sentivo tutto il peso della scena su di me. Ma ci tengo a sottolineare che è stata un'esperienza bellissima, abbiamo visitato tre continenti".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -