Film della settimana: ''10.000 A. C.'', la storia di un cacciatore preistorico

Film della settimana: ''10.000 A. C.'', la storia di un cacciatore preistorico

Questa settimana saremmo tentati di consigliarvi una puntatina al cinema “Saffi” di Forlì, per visionare “Lo scafandro e la farfalla” di Julian Schnabel - uscito venerdì scorso a sorpresa - perché è un capolavoro ingiustamente snobbato dall’Accademy (anche se è stato premiato a Cannes per la miglior regia e ha vinto un paio di Golden Globes, il che la dice lunga).


Tuttavia, siccome questo è uno spazio dedicato alle anteprime, cercheremo comunque di proporvi qualcosa, anche se il panorama non è per nulla roseo. Era il 1996 quando gli effetti visivi ad altissimo impatto scenografico di “Independence Day” facevano prepotentemente irruzione sulla scena cinematografica mondiale. Da quel momento in poi “spettacolare” avrebbe voluto dire “macro”. A più di dieci anni di distanza Roland Emmerich continua a sfornare colossal Hollywoodiani degni di questo nome: costosissimi, strapieni di comparse e, soprattutto, di sontuosi effetti speciali. Questo suo nuovo film, “10.000 A. C.”, narra le avventure di un cacciatore preistorico in lotta contro una malvagia tribù nemica, per salvare il proprio popolo e la donna amata. Certo, detta così, la faccenda appare ridicola, ed in effetti lo è.


Ma come lo chiamate voi uno che, in serie, ha diretto: “Stargate”, “Independence Day”, “Godzilla”, “L’alba del giorno dopo” e, adesso, questo nuovo delirio di onnipotenza? E che per di più, ogni volta, riesce a far parlare di sé, non solo i giornali di cinema, ma anche i quotidiani nazionali, che puntualmente tirano in ballo questa o quell’altra implicazione cripto-socio-bio-tecno-climatologica dei suoi film? Secondo me è un genio…Per gli amanti del cinema serio, invece, segnaliamo l’uscita del nuovo film del maestro Sidney Lumet, “Onora il padre e la madre”, interpretato da attori del calibro di Philip Seymour Hoffman ed Ethan Hawke. Un noir asciutto ed esistenzialista, di ambientazione famigliare, in cui Lumet scruta a fondo le coscienze dei suoi personaggi, costruendo un’atmosfera shakesperiana.


Per finire, gli ultimi due prodotti della fiorente cinematografia di casa nostra: “Una notte” e “Nelle tue mani”. Il primo è diretto da un certo Toni D’Angelo, figlio del più noto Nino, il quale è anche uno degli interpreti di questa storia che si svolge tutta in una sola notte, con i protagonisti guidati da un tassista tra i locali notturni di Napoli, in una sorta di “Fuori orario” alla vesuviana. “Nelle tue mani”, di Peter del Monte (già regista di “Controvento”, con M. Buy), narra di una lunga e tormentata storia d’amore tra Teo (Marco Foschi) e Mavi (Kasia Smutniak, sempre gradita…), nata da un incontro fortuito dieci anni prima. Che dire, per concludere rubo una battuta, che ho letto sul web, a proposito del film di Emmerich: «Speriamo almeno che nessun Mammuth abbia subito maltrattamenti tridimensionali durante le riprese…». Ahah.




Giacomo Foglietta

per la redazione di Xploitation

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