Sogni e delitti, di Woody Allen

Sogni e delitti, di Woody Allen

E’ interessante indagare la proiezione degli spettatori nella testa di un pubblicitario al lavoro sulla frase di lancio del nuovo film di un maestro universalmente riconosciuto: puntualmente sembrano considerare il pubblico dotato solamente di memoria a breve termine. La voce off del trailer che presenta Sogni e Delitti (che prima della solita arbitraria rititolazione italiana era Cassandra’s dream) conferma questa ipotesi, definendo l’opera del regista newyorkese come la nuova fatica dall’autore di Match Point, operando così uno scarto ai danni degli oltre quarant’anni di cinema precedenti. Non che il film con Scarlet Johansson e Jonathan Rhys Meyers sia brutto o non rappresentativo, ma una frase di lancio come questa è quantomeno riduttiva nei confronti di uno degli ultimi uomini di cinema a tutto tondo rimasti in circolazione.


Sogni e Delitti, accolto abbastanza tiepidamente all’ultima edizione del Festival di Venezia, chiude, almeno per il momento, la fase che Woody Allen ha voluto dedicare a Londra: il suo cinema infatti si è sempre nutrito della città che abitava, ha sempre elevato le metropoli che lo ospitavano consacrandole a vere e proprie protagoniste. Ne è massima espressione l’incipit di Manhattan, in cui un imbarazzato romanziere scrive, riscrive e corregge la sua personale ode a New York, un brano cinematografico universalmente riconosciuto come il più alto tributo che Allen abbia mai riservato alla Grande Mela, musa ispiratrice assoluta di gran parte dei suoi film.


Volato in Europa il regista ha subito la fascinazione di Londra, ed in particolare della classe borghese che abita le sue campagne, in quelle periferie che, grazie alla macchina da presa di Woody Allen, perdono la loro connotazione negativa, per brillare della lucente perfezione di prati, parchi e laghi. Se i primi due film di questa ideale trilogia dedicata alla capitale inglese, iniziata con il già citato Match Point e continuata con Scoop, vedevano uno straniero irrompere e sconvolgere, anche se in modi completamente opposti, il presunto ordine delle cose nell’alta società londinese, in questa nuova opera il gioco viene ribaltato.


Per una perfetta legge del contrappasso i sobborghi popolari in cui vivono i due fratelli protagonisti di Sogni e Delitti vengono travolti dall’improvvisa irruzione dello zio di questi ultimi, capace di sbilanciare un già precario equilibrio e facendo sprofondare il film verso lidi decisamente noir. Come in Crimini e Misfatti prima e Match Point poi, Woody Allen si allontana nuovamente dalla commedia pura che lo ha reso famoso per sperimentare e dimostrare come anche a settant’anni suonati si possano effettuare profonde “variazioni sul tema”. Riusciranno questa componente thrilling e la scommessa fatta su Ewan McGregor e Colin Farrell (attori decisamente poco alleniani) a smentire e stupire pubblico e critica che da anni sono diventati tanto intransigenti nei confronti del cineasta newyorkese?!


Pasini Michelangelo

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A cura della redazione di Xploitation

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