Trasporto locale, antitrust sanzione le aziende pubbliche che fanno cartello

Trasporto locale, antitrust sanzione le aziende pubbliche che fanno cartello

Un milione e trecentonovantunomila euro; a tanto ammonta la multa che l’Antitrust ha confermato a carico di 4 aziende di Trasporto Pubblico Locale dell’ Emilia Romagna: Bologna, Modena , Piacenza e Parma, che avevano costituito ''macro-aggregazioni a valenza nazionale per partecipare in modo coordinato alle gare che si sarebbero dovute svolgere per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. Un’intesa che, per l’Authority aveva configurato ''il mantenimento dell'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale in capo al precedente gestore o, in ogni caso, la riduzione del confronto competitivo tra operatori potenzialmente concorrenti, nel caso di partecipazione a gare fuori bacino”.

In sostanza è stata riconosciuta l'esplicita finalità di limitare la concorrenza e proteggere il bacino storico di riferimento dell'operatore dominante già attivo in una certa aree territoriale. Da qui la decisione di sanzionare accordi che avevano ''contribuito ad eludere la piena realizzazione del processo di liberalizzazione del settore, in vista dell'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale tramite gara”. “Una situazione che, come denuncia CNA-FITA dell’Emilia Romagna, dimostra nei fatti come non vi sia stata in questi anni da parte della quasi totalità delle Aziende pubbliche di trasporto locale della nostra regione, nessuna forma di reale liberalizzazione e come, i maggiori oneri, pari a centinaia di milioni di euro, siano di fatto, stati scaricati sull’intera collettività.

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Una situazione di disagio sia economico che organizzativo, di cui hanno fatto le spese anche le aziende private. Il non volersi aprire ad una vera concorrenza, da parte delle Aziende pubbliche di TPL, che ha prodotto effetti negativi anche sulle imprese che operano nel settore in regime di sub-concessione; da un lato, infatti, queste hanno dovuto garantire comunque il massimo della qualità del servizio, dall’altro, sono state costrette a svolgere quello stesso servizio a meno della metà dei costi di esercizio delle Aziende pubbliche.



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