Una bella notizia per le piccole e medie imprese

Una bella notizia per le piccole e medie imprese

C'è una bella notizia per le piccole e medie imprese. Nei giorni scorsi il Consiglio dei  ministri ha varato la direttiva che dà attuazione allo Small Business Act, che rappresenta una sorta di ricetta con cui il Governo vuole aiutare e promuovere le piccole e medie imprese. È questo un primo importante passo, stimolato dalla normativa europea,  per porre le PMI al centro della politica economica del Paese. Le 10 linee di azione che il Governo si è impegnato a promuovere presso tutte le ammistrazioni pubbliche, a partire da quelle dello Stato, sono da considerare come una sorta di tavole della legge.

 

La filosofia che sta alla base di questa direttiva è quella di migliorare l'approccio politico globale allo spirito imprenditoriale e promuovere la crescita delle PMI, aiutandole ad affrontare i problemi che continuano a ostacolarne lo sviluppo. Tutto questo considerato soprattutto nell'ottica dell'importanza cruciale che esse rivestono nell'economia europea, in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e di grande potenziale innovativo per l'economia. La direttiva individua dieci parole d'ordine per il sostegno delle PMI: imprenditorialità, appalti e aiuti, internazionalizzazione, credito, green economy,  innovazione - tra le altre.

 

Si tratta, come specifica il testo, di "priorità di politica economica" che, a seconda dei casi, andranno tradotte "in misure concrete in tempi brevi" oppure in "interventi legislativi, regolamentari o amministrativi". Tra i punti più innovativi della direttiva si segnala la parte sugli appalti, in particolare per due elementi. Da un lato, essa propone di aprire alle piccole aziende le commesse bandite dai comuni con meno di 5 mila abitanti o di importo inferiore alla soglia comunitaria; dall'altro lato, mira a rendere più conveniente il subappalto. Un altro punto interessante della normativa è poi l'idea di varare ogni anno una legge per le PMI da allegare ai documenti di bilancio e l'impegno a elaborare gli atti normativi con un linguaggio comprensibile agli imprenditori. Ci sembra particolarmente degna di nota questa attenzione al linguaggio e alla comunicazione, che forse a una lettura superficiale potrà sembrare un fatto solo formale, ma che in realtà va a toccare nel vivo la sostanza concreta del rapporto tra Pubblica amministrazione e imprese.

 

Si stima che questo provvedimento interesserà circa 6 milioni di imprese, società, cooperative e ditte individuali, con oltre 9 milioni di occupati. Naturalmente un aspetto cruciale per valutarne l'impatto effettivo riguarda il fatto che esso si traduca in maniera rapida ed efficace in misure concrete ed immediatamente esigibili dalle imprese. In questo senso, CNA come al solito è pronta, da subito, a dare ogni contributo possibile. Fra 12 mesi sarà possibile tirare le prime somme. Un audit che, senza giudizi preconcetti, ma senza fare sconti, misurerà realmente la buona volontà delle amministrazioni pubbliche di porre la piccola impresa al centro del loro operato.

 

Enzo Cortesi

Presidente Provinciale

CNA Forlì-Cesena

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