Week-end in cucina: due dolci alla ricotta

Week-end in cucina: due dolci alla ricotta

Per questo fine settimana vi offriamo due varianti per gustosi dolci alla ricotta, entrambe ricette originali di Pellegrino Artusi estratte da "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene".

Budino di Ricotta

 

Ingredienti

300 gr di ricotta
100 gr di zucchero in polvere
100 gr di Mandorle dolci e tre o quattro amare
5 uova
odore di scorza di limone


“Sbucciate le mandorle nell'acqua calda e pestatele finissime nel mortaio con una delle chiare delle uova suddette. Mescolatele bene colla ricotta, passando prima questa dallo staccio se fosse troppo dura o bozzoluta Aggiungete lo zucchero e le uova dopo averle frullate a parte e versate il composto in uno stampo da budino che avrete prima unto col burro e cosparso di pangrattato. Cuocetelo in forno o tra due fuochi in un fornello e servitelo freddo.
Può bastare per sei o sette persone”

Torta di Ricotta

“Questa torta riesce di gusto consimile al Budino di ricotta, ma più delicata ed è il dolce che si imbandisce di preferenza alle nozze dei contadini in Romagna e che, per merito, può dar molti punti a tanti dolci raffazzonati dai pasticcieri”

 

Ingredienti

 

500 gr di ricotta
150 gr di zucchero
150 gr di mandorle dolci e 4 o 5 amare
4 Uova intere e 4 rossi
odore di vainiglia

Si prepara come il detto Budino ma le mandorle, dopo pestate con una chiara d'uovo, è bene passarle per istaccio. Ungete abbondantemente una teglia col lardo e rivestitela di una sfoglia di pasta matta*, e sopra alla medesima versate il composto alla grossezza di un dito e mezzo all'incirca, cuocendolo fra due fuochi o nel forno. Raccomando il calore moderatissimo e la precauzione di un foglio sopra unto col burro, perché la bellezza di questa torta è che sia cotta in bianco. Quando sarà ben diaccia tagliatela a mandorle in modo che ogni pezzo abbia la sua pasta matta sotto, la quale si mangia o no secondo il piacer d'ognuno, essendosi essa usata al solo scopo di ornamento e di pulizia.
Potrà bastare per dodici o più persone”.

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* “Si chiama matta non perché sia capace di qualche pazzia, ma per la semplicità colla quale si presta a far la parte di stival che manca in diversi piatti, come vedrete. Spegnete farina con acqua e sale in proporzione e formate un pane da potersi tirare a sfoglia col matterello”.

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