Week-end nel calice: la Cagnina

Week-end nel calice: la Cagnina

Week-end nel calice: la Cagnina

Oggi parliamo della Cagnina di Romagna DOC (DOC dal 1989), uno dei vini che identifica maggiormente la Romanga e ottenuto da un nobile vitigno, il Refosco dal Peduncolo Rosso (che in Romagna è chiamato Terrano), così chiamato perchè il pedicello che tiene l'acino cambia colore diventando rosso poco prima della vendemmia.

 

Le prime notizie di questo vitigno risalgono al XIII secolo e sembra che la sua origine sia l'Istria o la Dalmazia. Diffusosi inizialmente nel Friuli Venezia Giulia, tanto da diventarne uno dei più importanti vitigni autoctoni, sembra che sia stato importato in Romagna durante il periodo bizantino quando veniva importata dalla Dalmazia e dall'Istria, la pietra calcarea utilizzata per la costruzione dei monumenti più importanti di Ravenna.

 

Benchè ottenuti dallo stesso vitigno i due vini, il Refosco e la Cagnina, sono diversi per via delle modifiche indotte dall'ambiente, dal microclima, dal tipo di terreno e dalle tecnologie di vinificazione che caratterizzano in modo peculiare le singole personalità.

 

Il vitigno è vigoroso, ha una produttività abbondante e costante. Il grappolo è grande, lungo, piramidale, spargolo (favorendo il passaggio dell'aria all'interno dello stesso in modo da lasciarlo asciutto e sano), con acini a buccia molto sottile, e pruinosa.

 

Per quanto riguarda la parte tecnica, secondo i dati forniti dal Consorzio Vini di Romagna, la Cagnina deve essere ottenuto per almeno l'85% dalle uve del vitigno "Refosco" localmente denominato "Terrano" e per il restante 15% si possono utilizzare uve di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna. Per i nuovi impianti la densità minima di piante non dovrà essere inferiore a 3.300 ceppi per ettaro.

La resa per ettaro non deve superare le 13 tonnellate e la resa in vino non deve essere superiore al 65%, con un titolo titolo alcolometrico minimo di 10,50%

 

Il vino si presenta di un colore rosso violaceo, con un odore vinoso caratteristico ed un sapore dolce, di corpo leggermente tannico e acidulo.

 

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Mauro Manaresi

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