150 dell'Unità d'Italia, Napolitano: ''Federalismo rafforzi unità''

150 dell'Unità d'Italia, Napolitano: ''Federalismo rafforzi unità''

150 dell'Unità d'Italia, Napolitano: ''Federalismo rafforzi unità''

Quello del divario tra il Nord e il Sud del paese si deve considerare uno dei problemi "di ordine strutturale, sociale e civile che abbiamo ereditato tra le incompiutezze dell'unificazione perpetuatesi fino ai nostri giorni" e per il quale queste celebrazioni possono essere "occasione per una profonda riflessione critica per un esame di coscienza collettivo". E' quanto ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso per i 150 dell'Unità d'Italia.

 

Ol momento più solenne e ufficiale dei festeggiamenti del 17 marzo è stata la seduta congiunta delle Camere a Montecitorio, con il discorso del capo dello Stato. Della Lega erano presenti solo i ministri Umberto Bossi, Roberto Maroni, il sottosegretario all'Interno Michelino Davico e Sonia Viale (sottosegretario all'economia) e Sebastiano Fogliato, della commissione Agricoltura di Montecitorio. Impassibilità dai membri del Carroccio davanti al discorso di Napolitano.

 

L'inquilino del Colle ha parlato anche di federalismo. "Dell'unificazione celebriamo l'anniversario vedendo l'attenzione pubblica rivolta a verificare le condizioni alle quali un'evoluzione in senso federalistico -e non solo nel campo finanziario- potrà garantire maggiore autonomia e responsabilità alle istituzioni regionali e locali rinnovando e rafforzando le basi dell'unità nazionale. È tale rafforzamento, e non il suo contrario, l'autentico fine da perseguire".

 

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Il capo dello Stato ha sottolineato come quello del divario tra il Nord e il Sud è problema che si trova "al centro delle nostre preoccupazioni" e al quale "nessuna parte del nostro paese può sottrarsi. È essenziale - ha concluso - il contributo di una severa riflessione sui propri comportamenti da parte delle classi dirigenti e dei cittadini dello stesso mezzogiorno".

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