Afghanistan, il Governo supera lo scoglio del Senato

Afghanistan, il Governo supera lo scoglio del Senato

ROMA – Il Senato ha approvato il rifinanziamento delle missioni italiane all’estero con 189 favorevoli, 132 astenuti e 2 contrari. Al provvedimento i numeri non sono mancati, grazie anche all'appoggio della maggioranza dei senatori a vita e dell'Udc.


Il leader centrista Pierferdinando Casini, intervenendo alla trasmissione tv ‘Ballarò’, ha commentato: "Se anche avessimo votato no, i sì sarebbero stati 160 ed i no 154". Dello stesso avviso il vice premier, Francesco Rutelli, che sempre a “Ballarò” ha dichiarato: “Bastavano, quindi, i voti del centrosinistra”.


Dunque Forza Italia e Alleanza nazionale hanno tenuto fede all’impegno della vigilia, astenendosi dal voto: al Senato ciò equivale al voto contrario. Ha mossa compiuta “in piena consapevolezza” ha fatto notare il capogruppo azzurro a Palazzo Madama, Renato Schifani. Un voto contrario per rendere pubblica “una forte denuncia della politica estera di questo governo per dire al Paese che il governo si è assunto una grave responsabilità non dotando i nostri militari delle armi adeguate a difendersi".


Rammarico per il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini. “Il voto di oggi ha confermato che il governo non ha nella politica estera una maggioranza autonoma e autosufficiente di 158 senatori – afferma Fini -. Sopravvive solo grazie ai senatori a vita, ma per il soccorso dell'Udc questa sera canta vittoria e si sente politicamente più forte. Ci auguriamo che l'onorevole Casini, della cui onestà intellettuale non dubitiamo, rifletta sul perchè oggi è stato tanto elogiato dalla sinistra. Forse perchè la teoria delle due opposizioni aiuta solo Prodi".

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Intanto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, smentisce le voci circa un presunto ricatto da parte di Lega Nord che avrebbe trascinato il partito azzurro verso la decisione dell’astensione. “E' stata una presa di posizione determinata da una riflessione di tutti gli organi direttivi dei partiti – ha spiegato l’ex premier -. Forza Italia, An e Lega si sono trovati in perfetto accordo e la Cdl quindi è stata compatta nella soluzione, non c'è nessun diktat della Lega".

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