Aggressione Berlusconi, Genchi rilancia l'ipotesi del complotto

Aggressione Berlusconi, Genchi rilancia l'ipotesi del complotto

Aggressione Berlusconi, Genchi rilancia l'ipotesi del complotto

ROMA - Dell'aggressione subita dal premier Silvio Berlusconi il 13 dicembre scorso in piazza Duomo a Milano "non c'è nulla di vero". E' quanto ha affermato Gioacchino Genchi, consulente informatico per diverse procure, nel suo intervento al congresso dell'Idv a Roma. Secondo Genchi, dopo la perdita di popolarità per "l'outing della moglie di Berlusconi e il fuorionda" di Gianfranco Fini a Pescara, "provvidenziale" è arrivato il lancio di quella statuetta.

 

Secondo Genchi, l'aggressione "miracolosamente ha salvato Berlusconi dalle dimissioni che sarebbero state imminenti". Genchi per sostenere la sua tesi ha citato la sua "esperienza in polizia" e i "video che tanti giovani propongono su Youtube per capire che nel lancio non c'è nulla di vero". Immediate le reazioni della maggioranza.

 

Secondo il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, va "sempre peggio. Da una parte, la vergogna di chi arriva a negare l'attentato contro Berlusconi. Dall'altra, la reticenza e le mancate spiegazioni sulle storie opache che riguardano l'ex pm". "Infine - ha aggiunto - il fatto che Di Pietro rivendica sempre piu' chiaramente la guida della sinistra, con il povero Bersani che subisce imbarazzato".

 

"E' inaudito che un partito che e' stato al governo e vuol tornarci presta la tribuna per esporre una tesi cosi' grottesca e offensiva dell'intelligenza degli italiani", ha commentato il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi.

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