Ancora bagarre alla Camera, maggioranza ko: Fini colpito da un giornale

Ancora bagarre alla Camera, maggioranza ko: Fini colpito da un giornale

Ancora bagarre alla Camera, maggioranza ko: Fini colpito da un giornale

ROMA - Ancora bagarre giovedì mattina nell'aula di Montecitorio. Il nuovo processo verbale della seduta di mercoledì della Camera è stato approvato senza votazione dall'Assemblea di Montecitorio. Il testo è più esteso di quello precedentemente bocciato dall'Aula e contiene, fra l'altro, riferimenti al richiamo del presidente della Camera, Gianfranco Fini, al ministro della Difesa Ignazio La Russa. Incandescente l'atmosfera nell'Aula dopo il ko della maggioranza avvenuto a pari voti.

 

Fini è stato colpito alla testa da un giornale che gli è stato tirato addosso da un deputato del Pdl che stava lasciando l'Aula di Montecitorio dopo la bocciatura del processo verbale. Il presidente della Camera ha individuato il "lanciatore", con il quale ha avuto uno scambio di battute. Nel frattempo, dai banchi del Pdl in tanti gridavano a Fini "Dimissioni, dimissioni". Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha avuto un gesto di stizza, lanciando la sua tessera della Camera contro i banchi dell'Italia dei Valori.

 

"E' stato un gesto irresponsabile, immorale, illegittimo da parte del portantino di Berlusconi - ha detto Di Pietro -. Lo denuncerò al presidente della Camera. Lo spregio e il disprezzo del ministro nei confronti del Parlamento mi fa chiedere le immediate dimissioni del ministro".

 

"Nella mia pur non lunga vita parlamentare non ho mai visto una votazione così lunga - ha commentato il segretario del Pd, Luigi Bersani -. Il parlamento non può aspettare i comodi dei ministri che arrivano a uno a uno a votare, lasciando il Consiglio dei ministri. Non si azzardino a lamentarsi". Il capogruppo Dario Franceschini, da parte sua, ha defininto "uno spettacolo indecoroso" la scena dei ministri che "lasciano il Consiglio dei ministri per votare il processo verbale".

 

Momenti di tensione anche tra Futuro e Libertà e Lega. Mentre interveniva Italo Bocchino tra i banchi della Lega sono partiti commenti pesanti verso il vicepresidente del partito di Fini. Barbaro di Fli ha tentato di scagliarsi verso i banchi del Carroccio, da cui è stato trattenuto dai commessi. Dal settore della Lega sono partite voci 'traditore'.

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