Andreotti nella bufera: "Ambrosoli se l'è cercata". Poi si scusa

Andreotti nella bufera: "Ambrosoli se l'è cercata". Poi si scusa

Andreotti nella bufera: "Ambrosoli se l'è cercata". Poi si scusa

"Se l'andava cercando". E' bufera sulle parole di Giulio Andreotti su Giorgio Ambrosoli, il liquidatore della banca privata italiana di Michele Sindona assassinato nel 1979. Il senatore a vita ha parlato di Ambrosoli e Sindona durante l'intervista a Giovanni Minoli per una puntata di "La storia siamo noi", in onda giovedì stasera su Raidue. Più tardi, lo stesso Andreotti è tornato sulle sue parole dicendosi "molto dispiaciuto" per il fraintendimento.

 

"Sono molto dispiaciuto che una mia espressione di gergo romanesco - ha dichiarato - abbia causato un grave fraintendimento sulle mie valutazioni delle tragiche circostanze della morte del dottor Ambrosoli". "Intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto - ha aggiunto in una nota - con il difficile incarico assunto". "Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici - aveva risposto il senatore a vita alla domanda sul perché Ambrosoli fu ucciso -. Certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando". Il primo commento era stato del figlio, l'avvocato Umberto Ambrosoli: quelle parole "si commentano da sole".

 

Andreotti si conferma campione del machiavellismo politico, ha affermato il democratico Franco Monaco. "Non sorprende che, tra Sindona e Ambrosoli, scelga il primo", ha aggiunto. "Le affermazioni di Andreotti su Ambrosoli, un vero eroe borghese, appaiono gravissime e sono un insulto al coraggio civile e alla cultura della legalità - ha affermato in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. - Se quanto ha detto fosse confermato, dovrebbe chiedere scusa alla famiglia. In una sola frase, infatti, ha infangato la memoria del coraggioso Ambrosoli, assassinato per la sua onestà, quella di tutti i cittadini onesti e dei servitori dello Stato che hanno perso la vita perché non sono scesi a compromessi".

 

"Il presidente Napolitano - ha dichiarato l'europarlamentare dell'Idv, Sonia Alfano - anziché redarguire gli onesti cittadini che chiedono di mettere fuori la mafia dallo Stato, dovrebbe immediatamente allertare i propri consiglieri giuridici perché individuino gli strumenti per la revoca a Giulio Andreotti del mandato vitalizio di senatore, essendo certo che egli ha accertate qualità criminali ma non gli 'altissimi meriti nel campo sociale', previsti dall'art. 59 della Costituzione".

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