Annozero andrà in onda. L'arbitrato blocca la sanzione

Annozero andrà in onda. L'arbitrato blocca la sanzione

Annozero andrà in onda. L'arbitrato blocca la sanzione

Le prossime due puntate di Annozero andranno regolarmente in onda. È stata infatti formalizzata la richiesta di arbitrato presentata dal conduttore Michele Santoro contro la sospensione di 10 giorni decisa dal direttore generale, Mauro Masi, dopo il "vaffan..bicchiere" pronunciato dal giornalista nella prima puntata. Come conseguenza, secondo quanto previsto dall'articolo 7 dello Statuto dei lavoratori, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte dell'arbitro.

 

Giovedì la trasmissione ha fatto segnare il record stagionale di ascolti con il 23,47% e 6.283.000 telespettatori. L'anteprima, durata dieci minuti, con il monologo del giornalista dopo la sospensione comminata dal direttore generale Mauro Masi, è stata seguita dal 18,55% con 5.379.000 telespettatori. Santoro si era appellato ai telespettatori invitandoli a firmare una petizione ed ottenere che la trasmissione possa andare in onda anche senza di lui.

 

"Se volete punire Santoro punitelo, ma non interrompete il nostro programma - ha affermato il giornalista -. Dieci giorni di sospensione ha detto non si danno in Rai neanche a chi ha rubato e se ho fatto qualche errore l'ho fatto in buona fede". Durante il discorso introduttivo prima dell'inizio del programma, Santoro ha spiegato che sicuramente avrebbe preferito andare dai giudici per sbrigare la faccenda, ma che i suoi avvocati, gli hanno assicurato che non ci sono i tempi tecnici per una ricorso. Così, l'unico modo per salvare le prossime due puntate di Annozero potrebbe essere quello di una raccolta firme.

 

Le reazioni degli ospiti nella puntata, sono state di solidarietà. "Ci possono essere errori ma un'azienda normale non fa punizioni autopicconandosi - ha affermato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani -. È come se l'Eni per punire un ingegnere sospendesse l'estrazione del gas. Non è un'azienda normale". "Finchè non si cambieranno i meccanismi - ha continuato - i partiti non usciranno dalla Rai, non ci sarà un amministratore delegato non ne usciremo mai. Noi paghiamo il canone per avere un'azienda normale, l'autolesionismo non lo capisco".

 

"Io mi sarei limitato ad un cartellino giallo - ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, anche lui ospite in studio -. Due giornate di squalifica sono una cosa fuori dal mondo. Da utente avrei preferito un'azienda che si fosse tenuta lontana da questi provvedimenti". A fine trasmissione, sulle vignette di Vauro (che ha annunciato di essere stato querelato da Masi), Santoro ha intonato insieme al pubblico "la libertà non è uno spazio libero; libertà è partecipazione". Parole e musiche dell'indimenticato Giorgio Gaber.

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