Berlusconi alla Knesset: ''Voi esempio di democrazia in Medio Oriente''

Berlusconi alla Knesset: ''Voi esempio di democrazia in Medio Oriente''

Berlusconi alla Knesset: ''Voi esempio di democrazia in Medio Oriente''

GERUSALEMME - Terzo ed ultimo giorno di visita in Israele per Silvio Berlusconi. Il premier ha parlato alla Knesset, il parlamento israeliano, tornando sulla questione del nucleare iraniano. "L'intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire, con parole chiare, univoche e unanimi, che non è accettabile l'armamento atomico a disposizione di uno stato i cui leader hanno proclamato "apertamente" la volontà di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah".

 

Berlusconi ha inoltre auspicato "sanzioni efficaci" contro Teheran. "Su questo punto - ha aggiunto il presidente del Consiglio - non si possono ammettere cedimenti: occorre ricercare la più ampia intesa a livello internazionale per impedire e sconfiggere i disegni pericolosi del regime iraniano". La via da percorrere - secondo il Cavaliere - è quella del controllo multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano, quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci".

 

"Bisogna esigere garanzie ferree dal governo di Teheran, impegnando in modo determinato l'Agenzia internazionale per l'energia atomica al controllo ispettivo ed alla verifica continua dei progressi del negoziato", ha chiosato. Berlusconi è tornato poi a ribadire che "il posto d'Israele è nell'Unione europea". "Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, se non l'unico esempio".

 

"Un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista", ha proseguito. 2È per me un grande onore, è un grande onore per l'Italia - ha insistito - parlare in questa nobile assemblea che è il simbolo stesso dei valori democratici su cui si fonda il vostro Paese. Questo Parlamento rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo Parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l'orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo".

 

Nel suo lungo intervento, il premier ha definito "un'infamia" le leggi razziali del 1938, assicurando che l'Italia guarda al popolo ebraico come a "un fratello maggiore". "Per noi, come hanno detto sia il Papa Giovanni Paolo II che il Rabbino Elio Toaff, il popolo ebraico è un fratello maggiore", ha dichiarato il presidente del Consiglio. "Le origini della nostra amicizia, della nostra fratellanza, sono - ha osservato Berlusconi - in una comunanza di civiltà e di destino, in un comune amore per la comprensione e la convivenza pacifica tra i popoli della terra".

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